L’AQUILA – L’Abruzzo guadagna posizioni nella classifica delle regioni italiane più scelte dalle coppie straniere che decidono di sposarsi all’estero, in location insolite e suggestive, tra mare, spiagge, dimore e borghi storici.
Quello del cosiddetto destination wedding è un fenomeno in continua crescita, nonostante la crisi generalizzata anche nel settore turismo: un potenziale elevato ancora tutto da sfruttare che, secondo la Jfc Tourism e management, società di consulenza turistica, solo nel 2012 è riuscito a produrre un giro d’affari nazionale da 315 milioni di euro tra servizi matrimoniali e alberghieri, con 1 milione 200 mila presenze registrate per i circa 6.100 matrimoni di coppie straniere celebrati in Italia.
Secondo gli esperti l’Abruzzo attrae di per sé il “cliente” ideale per il turismo matrimoniale, perché in grado di offrire tutto ciò che cerca: storia, paesaggi mozzafiato, il mangiar bene, il mare.
Luoghi da sogno per rendere indimenticabile il giorno più bello, ma che possono diventare meta anche di viaggi successivi, di celebrazioni dell’anniversario, di vacanze per parenti e amici che hanno scoperto la magia degli scorci abruzzesi e decidono di tornare e scoprire altri borghi e altre destinazioni altrettanto suggestive.
Un’inversione di tendenza nell’approcciarsi alle nuove opportunità offerte dal mercato del turismo matrimoniale da parte degli operatori del settore, in Abruzzo sembra possibile: ascoltando il parere di alcune wedding planner anche di altre regioni, c’è una crescente apertura da parte dei Comuni a concedere autorizzazioni per l’utilizzo di location al di fuori delle sale comunali per la celebrazione del rito civile.
Ne sono esempio alcuni stabilimenti della costa adriatica che si sono attrezzati per l’organizzazione di romantici matrimoni in spiaggia, o Comuni come Pacentro (L’Aquila) dove, per cifre che vanno dai 300 ai 600 euro, si può convolare a nozze nella medievale Sala del Conte all’interno del Castello Cantelmo-Caldora e, da quanto appreso, a breve anche nel chiostro cinquecentesco ricco di affreschi di un convento alle porte del paese.
“La tipicità del paesino è un aspetto che attrae tantissimo lo straniero che decide di sposarsi in Italia – afferma ad AbruzzoWeb Giada Marcuzzi, wedding planner di Mortegliano (Udine) che in Abruzzo ha organizzato matrimoni per coppie di sposi dalla Gran Bretagna – e questa regione è ricca di posti meravigliosi, borghi ricchi di storia e paesaggi davvero da sogno che non hanno nulla da invidiare a location più gettonate. Di recente ho fatto un breve tour a Sulmona, per esempio, e in ogni angolo ho visto potenzialità incredibili che forse sono ancora poco visibili agli operatori del settore”.
“Da parte dei Comuni, quindi a livello burocratico – continua – ho trovato una grande disponibilità nel venire incontro alle esigenze organizzative e alle richieste degli sposi. Bisognerebbe migliorare la logistica, mi riferisco all’aeroporto che non consente lo scalo a tutte le compagnie low cost e spesso bisogna dirottare gli arrivi su Roma, con i disagi che derivano dai collegamenti. Il più delle volte è necessario ricorrere all’autonoleggio per spostarsi e raggiungere le location prescelte”.
Si è portati a pensare a questo particolare tipo di turismo come a qualcosa di esclusivo e riservato. In realtà i budget messi a disposizione dagli sposi si aggirano intorno ai 40-50 mila euro, costi simili a quelli affrontati dalle coppie che si sposano a casa loro.
La differenza sta nel numero ristretto di invitati che consente, con la stessa cifra, di ottenere un risultato più curato, più studiato, personalizzato in ogni dettaglio anche con qualche concessione al lusso, per un giorno che deve restare impresso nei ricordi.
L’indotto generato sulle aziende locali può essere notevole: è sicuramente più comodo per chi organizza, siano gli sposi stessi o un professionista come la figura del wedding planner, rivolgersi alle aziende del territorio al posto di ricorrere a service da fuori regione.
Loredana Martelli, wedding planner di Avezzano (L’Aquila) spiega come “si cominci a vedere la volontà degli sposi di trovare luoghi insoliti per celebrare il matrimonio, parlando del rito civile, anche se nella Marsica non è semplice riuscire a trovare location d’effetto che siano disponibili. A me capita spesso di dover lavorare con ville private, per fare un esempio”.
“Per incentivare la formula turistica del destination wedding, è importante che le amministrazioni snelliscano le procedure burocratiche per le autorizzazioni a celebrare il rito civile fuori dalle sale comunali – sottolinea – A Tagliacozzo c’è un bellissimo palazzo storico che potrebbe essere una location perfetta, palazzo Mastroddi, già utilizzato per ricevimenti. Come pure il caratteristico Borgo Spoltino a Selva di Mosciano Sant’Angelo”, nel Teramano.
Dal sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, arriva la proposta per organizzare e incentivare il turismo matrimoniale come volano per l’economia della sua città e del comprensorio Peligno.
“È un progetto cui stiamo ancora lavorando – spiega a questo giornale – Abbiamo già avviato contatti preliminari con alcuni operatori del settore per studiare ogni possibile forma di collaborazione. È importante la valorizzazione degli spazi pubblici per celebrare riti civili al di fuori della sala counale. A Sulmona è già possibile sposarsi nella rotonda del convento di San Francesco della Scarpa lungo Corso Ovidio, oppure al parco Fluviale, sotto il ponte Capograssi. Sono spazi già individuati e riportati nel regolamento del Comune”.
“Non escludiamo, in futuro, di rendere fruibili anche altri spazi, come potrebbe essere la bellissima abbazia celestiniana di Santo Spirito – conclude – C’è massima disponibilità dell’amministrazione a portare avanti un progetto in maniera strutturata e allargata a favorire le aziende del territorio”.
All’Aquila e dintorni, i luoghi da sogno non mancano. Un potenziale ancora poco espresso, che ogni giorno si arricchisce di cortili e chiostri e angoli dalla bellezza senza tempo, con i tanti palazzi nobiliari e dimore storiche tornati all’antico splendore con la ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Fece scalpore comunque in città, molto tempo fa, un matrimonio celebrato nella cornice unica della fontana delle 99 Cannelle.
Come può anche succedere che, per motivi burocratici, non ci si possa sposare nella chiesetta sconsacrata di San Leonardo a Calascio, altro luogo magico che potrebbe attirare l’interesse di turisti da tutto il mondo ma che l’amministrazione non concede per la celebrazione del rito.
Francesca Manzi, wedding planner aquilana, sospira: “Qui si va ancora sul matrimonio tradizionale, nelle location più classiche, non capita spesso di ricevere richieste fuori dal comune, a parte qualche caso”.




