MONTEREALE – Se si ha una buona memoria o si scorre indietro di sei anni nell’archivio di AbruzzoWeb, ecco che ci si accorge che a Montereale si stanno vivendo le stesse sensazioni del 2010.

All’epoca uno sciame sismico destava preoccupazione tra la popolazione, a un anno di distanza dal terremoto dell’Aquila.

Tra chi dorme fuori casa e chi, quasi tutti, ha il borsone con gli effetti personali sull’uscio di casa, oggi nel paese dell’Alta Valle dell’Aterno a un passo da Amatrice, distrutta dalla scossa del 24 agosto, c’è apprensione soprattutto tra gli anziani.

Le scosse continuano e si sentono tutte, e oggi come allora lungo il corso principale negozi e bar sono tutti aperti, ma semideserti: “Il commercio ne risente, viene pochissima gente”, racconta ad AbruzzoWeb Cristina Laglia, del negozio di calzature L’Impronta.

“Il paese non si è svuotato ma c’è una bella allerta, dormiamo tutti nelle casette o in macchina”, dice.

“La scossa del 24 è stata impressionante!”, dice una signora che si affaccia da una casa apparentemente sicura, ma che da quel giorno dorme con la famiglia in una casetta di legno a Cavallari di Pizzoli.

“Siamo dentro casa solo di giorno e abbiamo la borsa a portata di mano”, aggiunge.

Poco distante, sulla salitona che attraversa il paese, una donna che si presenta con la propria età, come se i “quasi 78 anni” la facessero sentire più sicura, dorme in casa senza paura.

“Non abbiamo avuto danni, non siamo mai usciti – dice – la casa non ha avuto danni neanche nel 2009”.

“Un po’ in casa e un po’ in macchina, in casa soprattutto per i servizi, farsi la doccia e mangiare, ma la paura c’è eccome”, per un signore che inganna il tempo su una panchina con un amico.

“La paura è anche maggiore del 2009, perché ha rinfrescato i dolori”, aggiunge.

Stando alle testimonianze dei cittadini, a Montereale sono diversi gli edifici danneggiati. Impossibile avere una stima ufficiale, visto anche che il sindaco, Massimiliano Giorgi, è irreperibile per la stampa dal 24 agosto.

Montereale, insieme a Capitignano e Campotosto in provincia dell’Aquila, e Valle Castellana e Rocca Santa Maria in provincia di Teramo, è tra in cinque comuni abruzzesi in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza dopo il terremoto del centro Italia.

Con la scossa del 24 è diventata inagibile anche la sede provvisoria del Comune, visto che quella effettiva è chiusa dal 6 aprile 2009.