L’AQUILA – “Abbiamo in programma con Guido Bertolaso una visita lì, e sappiamo già che saremo accolti come degli eroi. Ci diranno che nessuno vuole allontanarsi dai nuovi quartieri”.
Così Silvio Berlusconi, parlando dell’Aquila durante una più ampia intervista sulla figura di Nino Sospiri nel decennale della sua scomparsa. “Qualcuno, ultimamente, ha cercato di diminuire il valore della nostra azione dicendo che c’era un balcone che si era abbattuto: è ancora su, si era semplicemente un po’ scrostato”, ha aggiunto.
L’ex premier ha detto di avere “un ricordo positivo per quello che siamo riusciti a fare per alleviare il dolore degli abruzzesi e dare a chi era stato colpito dalla perdita della casa la possibilità di non soffrirne troppo e, anzi, di avere un miglioramento con le nuove bellissime case”.
“È stata un’esperienza che ho vissuto con una partecipazione veramente totale, dal giorno, anzi direi dal minuto, della notizia, che ci ha trovato impreparati. Da quel momento, l’obiettivo primo della mia azione di governo è stato riuscire ad evitare il più possibile ai cittadini dell’Abruzzo le conseguenze tragiche del terremoto. Sono stato aiutato in questo, e molto, da Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile. Non so quante decine di volte sono stato direttamente in Abruzzo e credo che quello che è stato fatto sia il massimo di ciò che si può pensare di fare dopo un accadimento di quel genere”.
Berlusconi ha ricordato come “fin dal primo giorno” i cittadini dell’Aquila e del cratere siano stati sistemati “negli alberghi della costa adriatica. Chi aveva una casa con i mobili dentro e perciò era preoccupato, non voleva allontanarsi, è stato alloggiato in comode tende dotate di tutti i servizi igienici e, fin dall’inizio, di televisione. Poi, abbiamo subito deciso di costruire delle case nuove per quasi 30mila persone (in realtà sono meno di 15 mila, ndr) che sono ancora lì da vedere”.






