L’AQUILA – “Sindaco contro Cogesa? Molta fuffa, la verità è che si deve trovare una mediazione. E incrementare la raccolta differenziata è una priorità. Torni la ragionevolezza e ci si metta a lavoro per il bene delle nostre comunità e della città. L'”affaire rifiuti” rientri nei ranghi delle scelte tecniche e basate sul minor costo per la nostra comunità. Infatti la promessa di diminuire la Tari rimane tra le tante non mantenute da questa amministrazione Con più differenziato si risparmierebbero milioni di euro”.
A tornare all’attacco sulla vicenda del paventato aumento delle tariffe chieste dal Cogesa di Sulmona, per il conferimento dei rifiuti alla discarica Noce Mattei, è ancora la consigliera comunale dell’Aquila, Stefania Pezzopane, prima firmataria della richiesta di convocazione della 1 commissione consiliare sull'”affaire rifiuti”. Interviene anche la Cgil, preoccupata per le sorti dei 200 lavoratori del Cogesa, società pubblica in una difficile situazione di bilancio.
“Sappiamo che eventuali aumenti del costo di conferimento dei rifiuti dell’Aquila si ripercuoterebbe, di fatto, sul bilancio di ASM e nelle tasche dei cittadini dell’Aquila, ma è doveroso ricordare che il d.lgs. n. 152/2006 e la legge 27 dicembre 2006 n. 296 individuano come obiettivi di raccolta differenziata, a livello nazionale, almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012. I dati ISPRA, agli ultimi aggiornamenti del 2021, attestano che la percentuale di Raccolta Differenziata in Abruzzo è pari al 64,63% e nel comune dell’Aquila è pari al 39,44%”, in realtà poi saliti di poco, al 42% in base ai dati 2022.
LA NOTA DI PEZZOPANE
Abbiamo voluto un dibattito in prima commissione, perché i toni da Masaniello del Sindaco dell’Aquila servivano a mascherare la reale situazione. Tra Asm e Cogesa, ed in questo senso è andata la nostra proposta, serve un tavolo tecnico di “serietà” per trovare un’ accordo misurato e conveniente.
Ci interessa ovviamente che si paghi il meno possibile ed al momento – stando ai risultati delle audizioni in commissione – è con Cogesa che Asm paga meno. Non ci sono “piani b” economicamente piu vantaggiosi, questo è emerso platealmente.
Gli atti di machismo del sindaco Biondi sono stati un boomerang perché è emersa una grave fragilità della sua amministrazione: il pessimo standard in raccolta differenziata ferma al 42%.
Infatti, al di là degli strumentali richiami a complotti politici, la verità è emersa chiaramente dalle audizioni in commissione dell’Ass Taranta, dell’Avv Lanfranco Massimi di Asm e dell’ing Stefano Margani del Cogesa.
Sia Asm che Cogesa si sono mostrati interessati a concludere un accordo, che va fatto su riscontri seri e ponderati. Sono enti che rispondono al controllo analogo e devono stare dentro il quadro delle norme ambientali e dei rifiuti che dettano regole e standard. Se il Comune e l’Asm dovessero decidere un fantomatico quanto vago piano B, ovvero superare il rapporto con Cogesa, dovrebbero aprire una procedura di gara europea, disconoscendo una società di cui pure sono diventati soci per volontà del centrodestra.
E comunque l’obiettivo dovrebbe essere una tariffa economicamente più vantaggiosa. Inoltre se decidessero questa strada, nelle more della gara dovrebbero affidare ad altro soggetto a tariffa uguale o minore.
Ma questo soggetto al momento non c’è e la proroga concessa deve arrivare a produrre un nuovo contratto. Così si sono evidenziate le pessime performance di questi anni in termini di raccolta differenziata.
Nel 2012 in pieno post terremoto, la raccolta differenziata era al 20%, 5 anni dopo nel 2017 con il centrosinistra ed ancora in pieno post terremoto si è raggiunto il 36,66% (dato ufficiali forniti dall’assessore Taranta) .
Mentre dal 2017 al 2022 una crescita solo di pochi punti, fino al 42%. Il 65% con questa flemma diventa irraggiungibile. È evidente che in questi anni non è stata una priorità, è noto che l’amministrazione privilegia il futile all’utile.
Noi proponiamo che diventi una priorità, che vengano investite risorse per rafforzare la mission dell’ASM anche in cooperazione con un Cogesa risanato, che si punti alla raccolta differenziata spingendo sul “porta a porta”. Investendo su mezzi idonei perché i lavoratori siano messi nelle condizioni di ben operare. Asm gestisce un servizio di porta a porta a Pizzoli e Scoppito.
Va incrementato anche a L’Aquila. Il patrimonio dell’Asm, di uomini e donne capaci, è un riferimento importante e possono raggiungere ben altri standard. Servono investimenti e l’occasione del Pnrr non va persa, così come è possibile chiedere un intervento finanziario del governo. I rifiuti che oggi mandiamo a Cogesa sono carichi di materia organica con tutto quello che ne consegue, basta fare brutte figure. E soprattutto basta caricare sulle tasse dei cittadini le inefficienze dell’amministrazione.
LA NOTA DELLA CGIL
Da giorni seguiamo preoccupati lo spinoso problema dei rifiuti che in questo periodo occupa le pagine dei quotidiani e che sta interessando anche la politica locale e regionale. (Le Organizzazioni sindacali del comparto dell’Igiene Ambientale, lo scorso 23 dicembre hanno inoltrato una richiesta di incontro sindacale urgente al Sindaco di Sulmona, al Comitato ristretto del Controllo Analogo di COGESA, nonché all’intero CdA: richiesta della quale, ad oggi, non si ha ancora riscontro).
Questa OS è consapevole che un’azienda in crisi genera un problema di natura lavorativa e dai forti risvolti sociali ed occupazionali, soprattutto se la stessa azienda incide in un territorio ove non esistono grandi insediamenti industriali forieri di nuove occupazioni. Non sfugge a nessuno, altresì, come, per logiche di mercato – sebbene parliamo di aziende pubbliche, quali COGESA ed ASM – le cifre economiche, i numeri, contano sui bilanci aziendali: consuntivi e preventivi.
Sappiamo che eventuali aumenti del costo di conferimento dei rifiuti dell’Aquila presso l’impianto di COGESA si ripercuoterebbe, di fatto, sul bilancio di ASM e nelle tasche dei cittadini dell’Aquila, ma è doveroso ricordare che il d.lgs. n. 152/2006 e la legge 27 dicembre 2006 n. 296 individuano come obiettivi di raccolta differenziata, a livello nazionale, almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012. I dati ISPRA, agli ultimi aggiornamenti del 2021, attestano che la percentuale di Raccolta Differenziata in Abruzzo è pari al 64,63% e nel comune dell’Aquila è pari al 39,44%.
È importante che ogni attore faccia la propria parte e che la migliori continuamente: il cittadino conferisca correttamente i rifiuti, ASM li intercetti ancor più peculiarmente, COGESA li sottoponga sempre più al trattamento meccanico biologico (TMB) e le istituzioni sensibilizzino e informino ancor più gli utenti per un giusto conferimento dei rifiuti.
In un momento in cui il tema principale nazionale e mondiale è l’economia circolare che mette al centro del sistema il rifiuto non più come un problema, ma bensì come una risorsa e che il PNRR stanzia ingenti somme anche per incentivare impianti tesi proprio alla trasformazione del rifiuto in materiale da riuso, riutilizzo e riciclo, non v’è chi non veda come la problematica sorta in questi giorni sia antistorica.
A noi interessa il diritto del cittadino ad avere un servizio efficace, efficiente e che risponda ai criteri di trasparenza ed economicità, che contempli il decoro del paesaggio e il rispetto dell’ambiente, nonché, la tutela dei livelli occupazionali. A noi interessa che le aziende pubbliche del settore che incidono nella provincia dell’Aquila facciano rete di sistemi di gestioni che, al contrario, vadano in direzione di un abbassamento della TARI a fronte di un conferimento del rifiuto in discarica sempre più residuale e, quindi, ad un innalzamento della percentuale di raccolta differenziata fino al raggiungimento del 65%, soglia stabilita fin dal 2012.
Questa O.S. ritiene, quindi, necessario salvaguardare il lavoro ed il servizio pubblico nel rispetto dell’ambiente e dei cittadini e per far si che tale obiettivo venga raggiunto, è necessario che il proposito sia di patrimonio comune, alle istituzioni così come alla politica e che tali tematiche non vengano affrontate con logiche di mercato e di contrapposizione.
E’ invece fondamentale che venga garantita una continuità dell’attività gestionale finalizzata alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, dell’Azienda e di un servizio di qualità per le comunità.





