L’AQUILA – È il sequestro di droga più grande che si ricordi all’Aquila negli ultimi venticinque anni, quello effettuato dalla squadra Mobile ieri nella boscaglia nei pressi del cimitero di Ocre, dove gli agenti diretti da Tommaso Niglio hanno arrestato un macedone e un albanese mentre dissotterravano un chilo di cocaina purissima ancora da suddividere in dosi.
In manette sono finiti Tahir Selmani, 50enne pluripregiudicato residente a Oricola ma domiciliato nel quartiere di Pettino sul quale pendeva già un ordine di espulsione del questore perché ritenuto pericoloso, e Adi Selijai di 30, nell’operazione che è stata chiamata “Clean sweep”, piazza pulita, che a dispetto del nome apre scenari inediti e tutti da investigare rispetto al mercato della droga in città, che si svela essere “centro di stoccaggio, cioè un livello più alto del semplice spaccio”, ha fatto osservare Niglio nel corso di una conferenza stampa.
L’ingente quantitativo di sostanza stupefacente sequestrato ieri avrebbe fruttato sul mercato centomila euro, con un valore che sarebbe potuto aumentare fino al 30 per cento con il taglio della cocaina, ed era “pronta a inondare il mercato della droga aquilano”, ha detto il capo della Mobile, affiancato dal responsabile della sezione Antidroga Nazzareno Buccella.
A bordo dell’auto con cui si spostavano, i due stranieri avevano anche un tirapugni e una mazza da baseball e ricevevano ordinativi solo a voce per eludere le intercettazioni telefoniche.
Le indagini sono partite da una segnalazione giunta alla questura attraverso l’applicazione Youpol, che consente ai cittadini di restare anonimi, che parlava di un “soggetto che spaccia indisturbato a Paganica”.
Sono scattati una serie di pedinamenti, non facili per la velocità di spostamento, e i due soggetti, che avevano organizzato piazze di spaccio anche a Bazzano e Sant’Elia, sono stati fermati più volte ma sempre con quantitativi esigui di cocaina, che non lasciavano pensare ad un giro del genere.
Tranne la scorsa settimana, quando uno dei due, Selmani, è stato sorpreso con un altro complice a recuperare 8 panetti di hashish nascosti sottoterra nei pressi di un rudere sulla strada statale 584 a Genzano di Sassa. Processato per direttissima e condannato, è subito tornato in libertà con l’obbligo di firma.
Gli investigatori hanno però continuato a tenerli sotto controllo e ieri, dopo aver ricevuto la segnalazione di un’auto sospetta di presunti rapinatori che si è invece scoperto essere la loro, si sono messi sulle tracce dei due. La Renault Clio su cui viaggiavano è stata seguita dagli agenti della Mobile fino a Ocre, dove è scattato l’arresto in flagranza di reato.
Il macedone e l’albanese, su disposizione del pm di turno Stefano Gallo, sono ora rinchiusi al carcere Le costarelle di Preturo.
“Le indagini proseguono per scoprire la provenienza dell’ingente quantitativo di droga”, ha detto Niglio, al secondo ingente sequestro di sostanza stupefacente da quando, circa un anno fa, si è insediato alla questura dell’Aquila, dopo quello di 250 grammi di cocaina effettuato nel gennaio scorso, quando una centrale di spaccio è stata scoperta nel pieno centro storico del capoluogo e un albanese incesurato è finito in manette.






