L’AQUILA – La Villa comunale dell’Aquila versa nel degrado e nell’abbandono totale, uno stato di incuria che negli anni è peggiorato ulteriormente.
Passeggiando, infatti, in quello che nel periodo estivo è considerato uno tra i più importanti centri di aggregazione della città, ci si imbatte in numerosi rifiuti gettati a terra, lattine, fazzoletti, salviettine umifificate nelle fontane, la maggior parte neanche funzionanti.
Elementi, questi, ascrivibili alla disattenzione dei cittadini, ma altri da attribuire a una negligenza dell’amministrazione comunale di questi anni. Una prima emergenza, quindi, per il nuovo assessore ai Lavori pubblici, il vice sindaco, Guido Liris.
Ai piedi della Villa aquilana c’è anche, e da mesi, una “panchina storta”, ovvero piegata e deformata: qualcuno ironizza dicendo che potrebbe trattarsi di un’opera di arte contemporanea, ma in realtà si è inclinata a causa del distacco dal proprio basamento che la fissava a terra; sedute in marmo rotte, che hanno perso la propria funzionalità, di loro restano soltanto due sostegni.
Quando si è fortunati si trova una panchina che sia intera e ben fissata a terra, ma in questo caso, non è possibile non notare che i listelli di legno che la compongono, sono chiaramente usurati dal tempo e dalle intemperie e, in alcuni casi, hanno totalmente perso la vernice originale.
Insomma un degrado che all’Aquila si è esteso a macchia d’olio, nonostante parchi e spazi verdi siano stati considerati in questi anni come punti strategici di aggregazione, fondamentale per la ricostruzione sociale della città.




