L’AQUILA – Una boccata di aria fresca a Campo Imperatore. Quella del Gran Sasso e del tetto degli Appennini, certo, ma anche quella che si è respirata nel corso dell’inaugurazione dell’ostello Lo Zio, il più alto mai aperto in Italia e in Europa.
Un’attività gestita da giovani aquilani che hanno avuto il coraggio di investire a 2.115 metri, offrendo finalmente un servizio essenziale come un letto, un pasto caldo, qualcosa da bere, a turisti e sciatori, dopo anni di nulla, visto che lo storico albergo in quota è chiuso da tempo, in attesa di ristrutturazione, e i draconiani vincoli ambientali in un’area pur circoscritta e già antropizzata, impediscono altri investimenti, a differenza di quello che accade in tutte le altre stazioni sciistiche d’Abruzzo e forse del mondo.
La giornata di festa ad alta quota è stata scandita dal ritmo della musica dal vivo della band Muffa Rialzo e dal dj set di Inobeat feat Reuben Feffer. Centinaia e centinania le persone che hanno deciso di esserci. Porchetta, frittate e birra per tutti.
“Come ci è venuta in mente questa pazzia? Per passione, perché siamo amanti della montagna, e dello sci, tutto qui”, spiega Andrea Mancini, titolare assieme al fratello Daniele della società Essoquissi, che ha preso in gestione l’ostello, rispondendo ad un bando comunale.
Lo Zio è dotato di un bar, di una sala museale, di un ristorante con 100 posti a sedere, a prezzi contenuti, e che ovviamente utilizzerà prodotti del territorio del Gran Sasso, a cominciare dalle carni e dai formaggi, un ostello con 25 posti letto dove si può dormire a 20-25 euro a notte.
L’ingresso dell’ostello è collegato direttamente all’arrivo della funivia da un tunnel, che porta anche fino alla stazione sciistica.
Quello che mancava in quota ad un comprensorio sciistico, dove le piste hanno aperto i battenti solo qualche settimana fa, a stagione oramai che volge alla conclusione, per gli incredibili ritardi nella realizzazione della nuova seggiovia.
Non si sente però un pioniere, nè tantomeno un salvatore della patria, Andrea Mancini, e non crede che serva chissà cos’altro per far decollare l’offerta turistica di Campo Imperatore.
“Non occorrono secondo me altre grandi infrastrutture – spiega il titolare – basta la montagna e il panorama, la bellezza che ci circonda. L’importante è offrire qualcosa di valido 365 giorno l’anno, organizzando eventi, iniziative, attività sportive e culturali, come la mostra fotografica di Antonello Golia che proponiamo oggi. Abbiamo mille idee, stiamo già prendendo contatti con i tour operator di tutta Italia”.
Ai gestori sono già arrivate del resto prenotazioni da Treviso, Brescia, perfino dalla Svizzera. “Stare da noi significa godere di una situazione unica: soggiornare nell’ostello più alto d’Italia e d’Europa, con vista sul Corno Grande”. E infatti sarà contattata la commissione dei Guinness per ufficializzare il record relativo all’altitudine.





