L’AQUILA – Tutti assolti al tribunale dell’Aquila gli 11 imputati di invasione di pubblici edifici per l’occupazione di “Casematte”, stabile di proprietà dell’Azienda sanitaria locale numero 1 nel polo di Collemaggio, dov’è nato un ambiente ricreativo e culturale autogestito da comitati nati dopo il terremoto del 6 aprile 2009 e associazioni.

Accogliendo le richieste del pubblico ministero Andrea Marin, al termine della camera di Consiglio il giudice Giuseppe Grieco ha assolto gli imputati “perché il fatto non sussiste”.

Gli assolti sono Francesco Camizzi, Marco D’Antonio, Alessio Di Giannantonio, Alessandra Di Vincenzo, Giuseppe Gasbarri, Mattia Lolli, Marco Sebastiani, Gianluca Taralli, Alessandro Tettamanti, Sara Vegni e Angelo Venti. Un dodicesimo indagato, Fabrizio Pambianchi, è deceduto nel 2013.

Non avendo la Asl, costituita come parte civile, che chiedeva 50 mila euro, presentato delle conclusioni, non ci saranno richieste di risarcimento civile e la sentenza non sarà appellata.

Le motivazioni verranno pubblicate entro 15 giorni.

Di “repressione politica di centrodestra” ha parlato a questo giornale il sindaco, Massimo Cialente, annunciando che il Comune prenderà in affitto la struttura “a un prezzo politico, simbolico”.

“Ho scritto una lettera al sindaco nella quale mi dichiaro disponibile a valutare insieme la concessione della struttura in comodato d’uso gratuito, con il pagamento del pregresso in relazione alle utenze e alla regolamentazione del futuro”, ha dichiarato l’attuale direttore generale Asl Rinaldo Tordera, non commentando, invece, l’esito giudiziario.

“NON CI FU ARBITRARIETA’, MA FU CONCORDATA”

“È una vittoria del diritto e della città – ha commentato ad AbruzzoWeb uno degli avvocati difensori, Gregorio Equizi – Come affermato anche dal pm, ciò che mancava nella condotta, come accertato in dibattimento dalle testimonianze di dirigenti Asl, delle istituzioni eccetera, era il requisito dell’arbitrarietà”.

Dagli accertamenti giudiziari “è risultata la verità, ovvero che quando i ragazzi si spostarono da via Strinella a Collemaggio l’occupazione fu in qualche modo concordata con alcuni dirigenti Asl”.

LA ASL NON FARA’ APPELLO NE’ CAUSE CIVILI

“La nuova direzione generale non ha inteso presentare conclusioni scritte alla luce della dichiarazione di intenti secondo cui il sindaco ha richiesto in locazione l’area”, spiega a questo giornale l’avvocato della Asl, Fabio Alessandroni.

“Per quanto riguarda la direzione non ci sarà né Appello né cause civile – conferma poi – Ci sarà piuttosto il perfezionamento dell’atto di locazione che prevedrà il pagamento di canoni e utenze”.

Quanto alla “occupazione concordata”, risultanza decisiva per le assoluzioni, Alessandroni conferma che “dal direttore generale Roberto Marzetti ci fu una dichiarazione di disponibilità, mai formalizzata con atto scritto e poi revocata dal successivo direttore Giancarlo Silveri“.

DA SILVERI A TORDERA, CAMBIO DI MANAGER DECISIVO

“Come novità e ultimo elemento abbiamo prodotto una lettera dalla Asl al Comune nella quale l’azienda, con il nuovo manager Tordera, mette formalmente in moto il meccanismo di gestione dell’area”, svela poi l’avvocato Equizi.

Decisivo, quindi, anche il cambio di direttore generale: da Giancarlo Silveri, nominato dal centrodestra, che nel 2010 denunciò tutti, avviando il processo, contestato per questo anche dal sindaco, Massimo Cialente, a Rinaldo Tordera, vicino al centrosinistra.

“Il Comune gestirà Casematte dandolo alle associazioni, con il comitato 3e32 espressamente nominato, e pagando un canone all’azienda”, conclude.

IL SIT-IN A SOSTEGNO DEGLI IMPUTATI

A sostenere gli imputati fin da questa mattina un sit-in pacifico fuori l’aula del palazzo di Giustizia, cui hanno preso parte anche il segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti, il consigliere comunale di Appello per L’Aquila che vogliamo Ettore Di Cesare e tanti a rappresentanti di associazioni culturali e sociali cittadine. In tutto oltre una cinquantina di persone.

“Non è un reato riqualificare uno spazio vuoto e abbandonato da anni, reso un luogo pubblico e senza scopo di lucro dove negli ultimi sei anni sono state organizzate centinaia di iniziative politiche, sociali, culturali, musicali e ricreative”, hanno fatto notare i partecipanti alla manifestazione, e il giudice la pensa come loro.

LE REAZIONI

CIALENTE: ”FU REPRESSIONE POLITICA DEL CENTRODESTRA”

“Ho incontrato di recente il direttore generale Rinaldo Tordera per trovare un accordo su Casematte, finalmente lo affitteremo a un prezzo politico e simbolico”.

Lo conferma il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commentando le assoluzioni degli 11 imputati per l’occupazione abusiva dello stabile di proprietà della Asl per le quali spiega di essere “molto contento, dimostrano l’inutilità di questa inchiesta, avevamo ragione noi che abbiamo insistito a lungo con i miei tentativi di coprire la situazione”.

Per Cialente si è trattato di “una pagina brutta che addebito al centrodestra abruzzese e che segna il suo distacco e la mancata comprensione sulla complessa vicenda del terremoto. La colpa – dice Cialente – non è solo dell’allora direttore generale, Giancarlo Silveri, ma anche di chi lo ha spinto a fare quelle denunce”, forse in riferimento all’ex governatore e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

“La struttura di Casematte sarebbe andata a ramengo, se non ci fossero stati quei ragazzi a risistemarla e a fare da guardania – aggiunge – Ho parlato più volte con Silveri, mi sarei assunto io la responsabilità al posto suo, ma non lo ha voluto fare, c’è stata volontà di reprimere a scopo politico”.

“La nascita del Comitato 3e32 è stata una risposta sociale a una situazione drammatica, non capire questo è stato un errore. Bene ha fatto la Asl a ritirare anche la causa civile”, conclude.