L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila ha troppi pochi dipendenti: a lanciare l’allarme in un’intervista ad AbruzzoWeb, riproposta anche in forma di “sfogo” su Facebook, è il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.
Quest’ultimo parla di 355 unità “dal segretario generale al più giovane degli operai o uscieri” per la normale amministrazione più altre 163 per tutta la gestione del post-sisma, arrivando a 469, quando invece amministrazioni simili per abitanti ne hanno molti di più e senza l’incombenza della ricostruzione.
“I cittadini hanno tutte le ragioni per essere arrabbiati – ammette – Io, però, voglio difendere i dipendenti che stanno lavorando, in condizioni proibitive, da anni”.
“Mi hanno rimproverato di aver parlato di ‘delinquenza istituzionale’ a proposito della Ragioneria dello Stato”, prosegue Cialente, ricordando l’email disvelata nella vicenda del rinnovo di 56 precari, operazione bocciata dalla Ragioneria proprio in virtù del fatto che secondo quanto percepito da Roma, la situazione si va normalizzando.
“Come definire il fatto che questi signori chiedono addirittura di cominciare a ridurre il personale perché, testualmente ‘a 6 anni dal sisma ci si aspetta il ritorno all’ordinarietà?”, si chiede in conclusione.
“Capiscioni, venite voi e con questo personale vi gestite tutta l’area sisma!”, sbotta in conclusione Cialente. (alb.or.)
Vi do i numeri: aprile 2009 avevamo 433 dipendenti; 428 nel 2010, 384 nel 2012, 369 nell’aprile 2013 (quando arriva il Ripam), 363 nell’Aprile 2015.
Oggi, di personale del Comune a tempo indeterminato, dal segretario generale al più giovane degli operai o uscieri, abbiamo solo 355 unità.
Perché così pochi? Pensionamenti, conseguenze del sisma, di qualcuno che è andato via, dolorosi lutti, blocco delle assunzioni e del turnover per il famoso patto di stabilità.
Tanti? Pochi? Vediamo alcuni Comuni simili al nostro per abitanti, e non dico per superficie e quindi numero di frazioni, chilometri di strade, punti luminosi eccetera eccetera.
L’Aquila 355 dipendenti; Fiumicino 429, più 30 a tempo indeterminato e 180 supplenti scolastici; Pavia 600 dipendenti, Imola 410, Cosenza 607. Potrei continuare: se volete, andate voi a “spiare altri comuni italiani” sui siti istituzionali.
Dunque, per “fare il Comune normale” L’Aquila ha solo 355 persone: dirigenti, operai, impiegati di tutti i settori, maestre dell’asilo, prescuola, interscuola, vigili urbani, operai, amministrativi delle delegazioni eccetera.
Questo spiega perché siamo in affanno per fare ciò che dovremmo: asfaltare le strade, realizzare alcuni piccoli interventi, correre con Acquasanta, gestire e pulire i parchi eccetera. Vale a dire, il minimo sindacale.
Però, comunque, a “straccia bocconi” come dice il detto, ce la potremmo anche fare se, una parte di questi dipendenti, non avesse a che fare anche con l’”area sisma”, che chiaramente si interseca ogni secondo con la normale attività.
A questo punto mi direte, come dice l’opposizione: “ma come, c’è tutto il personale Ripam!” (concorsone a tempo indeterminato, ndr)
Allora, per tutto ciò che è terremoto, Barca ci ha dato 128 persone, oggi ridotte a 124, che scenderanno a 122 nei prossimi giorni. Abbiamo chiesto la sostituzione ma il Ripam non ce la fornisce perché dice che c’è il blocco delle assunzioni per la vicenda Province (vedremo come convincerli).
Tra l’altro una parte delle dipendenti, e questa è una cosa bella, avendo trovato un lavoro, finalmente, ha deciso di dar seguito alla realizzazione di un atteso progetto di vita. E così molte dipendenti sono in congedo per gravidanza o maternità.
A questi 122, meno le maternità, si sono da un mese aggiunti 86 dipendenti di Abruzzo Engineering, i quali però svolgono solo un’utilissima azione di “manovalanza”, poiché non possono né firmare né essere nominati responsabili del procedimento.
Affrontano la marea delle pratiche e il loro ruolo è decisivo, se ricordate che quando ne siamo rimasti senza per due mesi, gennaio e febbraio di quest’anno, si bloccarono i pagamenti dei Sal.
Passammo da mille Sal al mese, ossigeno per le imprese e subappaltatori, a meno di 70. Ricordate che le imprese volevano occupare il Comune, anche con le ruspe? E io che colpa ne avevo?
Infine abbiamo i precari: 41, che da anni lavorano con noi. Inoltre 3 dirigenti assunti per i tre settori dell’emergenza (Ricostruzione pubblica, Assistenza alla popolazione, Pianificazione post-sisma) a tempo determinato con scadenza dicembre 2015.
A parte sono le 15 educatrici dei due asili nido e le due assistenti sociali.
Quindi tutta, dico tutta l’area sisma e la ricostruzione (scuole, cimiteri, sedi , monumenti ecc) più tutto il progetto C.a.s.e. dispone in tutto di 163 persone più 86 (che scenderanno a meno di 70 tra un mese) senza potere di firma e nomina a Rup.
335 + 163= 469. Meno di un Comune eguale al nostro (anche di oltre 100) che non ha il terremoto da affrontare. Pensiamo a quanto lavoro abbiamo: sul nostro bilancio transita più di 1 miliardo di euro: questa montagna di soldi deve essere lavorata.
In molti, i particolare Stefania Pezzopane, Giovanni Lolli, Pietro Di Stefano mi hanno rimproverato di aver parlato di “delinquenza istituzionale” a proposito della Ragioneria dello Stato. Ma cosa devo dire, come definire il fatto che questi signori chiedono addirittura di cominciare a ridurre il personale perché, testualmente “ a 6 anni dal sisma ci si aspetta il ritorno all’ordinarietà”.
O cavolo! Siamo all’ordinarietà? Vogliono che i cittadini , le imprese scoppino e, giustamente, ammazzino il sindaco? Una vergogna.
Avevamo chiesto più personale, sia per Usra che per il Comune. È folle che oggi ci siano i soldi, ma non ci siano forze lavoro per impiegarli.
Ci era stato detto di assumere liberi professionisti, con consulenza tecnica specialistica. Non è una soluzione, ma meglio di niente. Ma la delibera Cipe per il nuovo anno ancora non è stata fatta.
Conoscendo i tempi, probabilmente a gennaio perderemo nuovamente gli 80 di Abruzzo Engineering e parte dei rinforzi dell’Usra.
Questo è quanto volevo spiegare. I cittadini hanno tutte le ragioni per essere arrabbiati. Io, però, voglio difendere i dipendenti che stanno lavorando, in condizioni proibitive, da anni. Anche lo straordinario è contingentato. Eppure fanno più del dovuto. Lavorano anche la notte, a casa. Mi arrivano la mattina, quando apro la posta alle 6, mail dell’una, delle due di notte.
Ci avevano promesso una valutazione dei carichi di lavoro (ne abbiamo mandati a ripetizione): tutto tace. E poi dobbiamo tornare all’ordinarietà. Io mi arrabbio, sia per difendere i miei cittadini, sia per difendere i miei lavoratori.
Sarebbe il caso di dire: Capiscioni, venite voi e con questo personale vi gestite tutta l’area sisma. Io e la Giunta, con i 335 dipendenti, facciamo il Comune normale. Fatece vede’ quanto siete fregni.






