L’AQUILA – “Nessuna delle quattro province abruzzesi ha i requisiti per intero per ambire a ospitare un ospedale di secondo livello, è necessaria una integrazione funzionale tra gli ospedali. La divisione più semplice è quella di prevedere due Asl, una sulla costa e una nelle zone interne, con l’integrazione tra gli ospedali dell’Aquila e Teramo”.
Così il consigliere comunale dell’Aquila Giuliano Di Nicola, medico della asl provinciale, dice la sua nel grande dibattito che si è avviato sulla riforma Lorenzin che taglierà in maniera massiccia i servizi sanitari accorpando e riorganizzando interi ospedali e singoli reparti sulla base di alcuni parametri.
La presa di posizione di Di Nicola arriva all’indomani dei focolai di guerra di campanile L’Aquila vs Teramo dopo che il Consiglio comunale del capoluogo ha approvato una mozione, proposta dal centrodestra e divenuta bipartisan, che impegna il sindaco, Massimo Cialente, a richiedere per L’Aquila un ospedale di secondo livello.
Il primo cittadino, medico pneumologo in aspettativa, contrario a questa rivendicazione, ha chiamato il collega Maurizio Brucchi, sindaco di Teramo e medico pure lui, ma la telefonata invece di rasserenare gli animi li ha ulteriormente surriscaldati e il primo cittadino ha promesso battaglia al di qua del Gran Sasso.
“Non ho capito la posizione di Cialente, era assolutamente contrario e piuttosto polemico, ha reagito con il suo stile a questa presa di posizione ma volevamo solo salvare le eccellenze dell’ospedale dell’Aquila e chiedere di istituire due Asl – precisa Di Nicola – Nel suo discorso il sindaco ha parlato di mobilità passiva, un altro problema serio che deve essere affrontato ma non va messo assieme all’applicazione del decreto Lorenzin”.
Quanto alla telefonata con Brucchi, “Cialente ha quasi provocato la sua reazione, da collega medico a Brucchi io invece dico che se ci si siede intorno a un tavolo la soluzione si trova”.
Di Nicola pensa quindi a un ospedale di secondo livello “spezzatino”, con eccellenze ripartite tra L’Aquila e Teramo che, unendosi, potranno rispettare i requisiti.
“Il compito di ripartire? Spetta alla Regione, è di sua esclusiva competenza. Nell’esposizione dell’assessore Paolucci mi è parso di capire che ha le idee chiare ed è in possesso di dati convincenti, saprà operare nel migliore dei modi”, continua il consigliere.
“Alle istituzioni locali – aggiunge ancora – spetta il compito di collaborare con area serena, senza inutili guerre di campanile, senza voler privilegiare una città a discapito dell’altra, per far sì che le eccellenze rimangano là dove sono e addirittura possano essere potenziate”. Alberto Orsini






