L’AQUILA – “Solito” ricorso al Tar e così slittano all’infinito i tempi per la ricostruzione dell’ultimo dei “quattro cantoni” del centro storico dell’Aquila, il cuore della città all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele e corso Principe Umberto, cardo e decumano del centro.
Si tratta di un grande edificio sul quale verranno investiti 30 milioni di euro di proprietà della Provincia dell’Aquila, storica sede della biblioteca “Salvatore Tommasi” e del liceo Classico “Domenico Cotugno”, che comprende anche il Convitto nazionale, dove il 6 aprile 2009 morirono 3 giovanissimi a causa dei crolli, i locali della Camera di Commercio e numerosi esercizi commerciali, come lo storico Caffè Eden, i cui contratti d’affitto, tuttavia, sono stati tutti rescissi dalla cosiddetta “legge Barca”.
L’appalto si trova estremamente indietro: a finire dinanzi ai giudici amministrativi, infatti, non c’è un contenzioso per l’avvio dei cantieri, come avviene per tanti lavori di ricostruzione pubblica, ma addirittura ancora un duello sull’aggiudicazione della progettazione dell’opera, del valore di 1 milione di euro.
La commessa è stata affidata a giugno 2014 al raggruppamento temporaneo tra Consorzio Leonardo-Consorzio Europeo per l’Ingegneria e l’Architettura di Modena e Gae Aulenti Architetti Associati di Milano.
Sono state 44 le offerte per la procedura di gara e 12 i concorrenti esclusi.
La sospensiva richiesta dai ricorrenti è stata rigettata, il Tar avrebbe dovuto pronunciarsi nel merito alla fine di gennaio, ma l’udienza è slittata a maggio.
Se il ricorso verrà rigettato, solo a quel punto sarà possibile cominciare a procedere con la progettazione, che impiegherà verosimilmente il resto del 2015. Il 2016 sarà quindi l’anno dell’aggiudicazione dei lavori e di eventuali, altri ricorsi su questo aspetto. Il cantiere sarà un buon risultato se riuscirà ad aprire i battenti all’inizio del 2017. Insomma, un’agonia.
“Bisogna fare un rigraziamento all’attuale provveditore Linetti, questa programmazione è nata nel 2009 con un cospicuo finanziamento e purtroppo è rimasta nei cassetti del provveditorato – spiega ad AbruzzoWeb il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo – Con il suo arrivo Linetti ci ha rimesso mano in modo egregio e ha accelerato la procedura”.
Una nota polemica verso il predecessore di Roberto Linetti, Donato Carlea, il cui nome, tra l’altro, è tornato di stretta attualità come grande favorito nella corsa all’aggiudicazione del ruolo di titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra).
Già in passato Del Corvo polemizzò con Carlea per aver saputo dettagli sui lavori solo dagli articoli di AbruzzoWeb e non con comunicazioni ufficiali.
“Ha avuto questo inciampo del ricorso al Tar del secondo classificato, speriamo si definisca a maggio e si possa andare avanti. Purtroppo stiamo ancora parlando di progettazione”, ammette il presidente.
Quanto alla sede attuale della “Tommasiana”, ospitata in un capannone nel nucleo industriale della frazione aquilana di Bazzano, “quello era un contratto che trovai in essere al momento del mio insediamento, provai a rimetterlo in discussione perché non la ritenevo una sede adatta, ma fui attaccato a 360 gradi dal mondo della cultura aquilana e dovemmo fare quella scelta”, rivendica Del Corvo, gettando la responsabilità sul suo predecessore, Stefania Pezzopane, oggi senatrice del Partito democratico.
“La localizzazione è penalizzante, ma i report che mi arrivano mi dicono che è frequentata in modo pazzesco: pensate come sarebbe andata se avesse avuto una localizzazione più centrale!”, conclude. (alb.or.)






