L’AQUILA – “La proposta di superamento del patto di stabilità per le calamità naturali che sta portando avanti il sindaco Cialente la condivido, non può ma deve essere recepita dall’Europa”.
Dal sistema bancario aquilano e in particolare da Tarcisio Fornaciari, direttore territoriale L’Aquila della Bper, sesto gruppo bancario nazionale che ha assorbito la storica Carispaq, arriva un plauso all’iniziativa del primo cittadino del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, alla ricerca di un canale di finanziamento certo e solido per la ricostruzione post-sisma.
La proposta, come ormai sanno anche i bambini, prevede la possibilità, per gli Stati membri dell’Unione europea, di sforare i rigidi vincoli di equilibrio delle finanze pubbliche, il rapporto fissato al 3% tra deficit e Pil “fino a 15 volte quanto già stanziato dal fondo di solidarietà dalla stessa Ue”, come prevede l’ipotesi di testo normativo cialentiano.
Un rapporto, quello del 3%, che, hanno ammesso gli esperti che lo hanno fissato, è stato trovato a tavolino e senza particolare consapevolezza degli effetti nefasti che avrebbe comportato sulla vita delle persone.
Anche alla luce dei convegni di informazione organizzati da questo giornale, Cialente ha elaborato una proposta e chiede al governo italiano, che ha la presidenza di turno, di farsi promotore della svolta: consentire agli Stati membri di superare quel vincolo e spendere a deficit, indebitando le finanze statali, per garantire una ricostruzione veloce non solo dopo il sisma aquilano, ma in caso di qualsiasi calamità, da Genova in poi.
“Siamo un Paese soggetto a tante calamità. Forse è colpa anche nostra, ma non è questo il momento di recriminare sulle colpe – premette Fornaciari ai microfoni di questo giornale – Occorre oggi una legge precisa su come affrontare dal punto di vista finanziario le calamità. Deve essere stabilito un percorso, un principio, valido per tutte le città italiane: se, purtroppo, succede una calamità, sappiamo già come intervenire”.
In questo modo, secondo il direttore territoriale Bper, “si eviterebbero tantissime lungaggini burocratiche e si sarebbe subito efficienti. Mi auguro che la proposta lanciata dal sindaco e il suo peregrinare, perché purtroppo lo vedo un peregrinare, tra tante istituzioni, ottengano un risultato”, l’auspicio.
Più lontano il pensiero di Fornaciari da chi invoca l’uscita dall’euro e il ritorno a una moneta sovrana, battuta direttamente dallo Stato in cui si vive: “Purtroppo non è neanche da prendere in considerazione”, afferma.
“Abbiamo fatto una scelta, forse non l’abbiamo soppesata in tutte le sue sfaccettature, ma abbiamo avuto anche benefici dall’euro – assicura – ossia una stabilità monetaria e di tassi che non vedevamo da anni”.
Per Fornaciari, “il problema del Paese non è l’euro, ma il debito, e uno Stato inefficiente che deve dimagrire e spendere meno. I soldi che si recuperano vanno messi in giro per creare nuovi posti di lavoro”. Alberto Orsini






