L’AQUILA – “Se le norme, che stiamo solo adesso scrivendo nella legge, ci fossero state assicurate quando le chiedemmo noi, ci saremmo risparmiati vischiosità, malaffari, ma soprattutto il danno di immagine che ne deriva, dolorosamente e pericolosamente, alla città, ai cittadini, alla ricostruzione”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commenta sulla propria pagina Facebook l’ennesima inchiesta giudiziaria che per la prima volta ha visto indagato per corruzione un amministratore di condominio, Claudia Colacchi, che è stato considerato incaricato di pubblico servizio e quindi indagabile.

Una misura su cui la magistratura ha anticipato il legislatore che ha inserito questa interpretazione nel testo di una nuova legge sulla ricostruzione.

“Non so quali sbocchi avrà l’inchiesta e nel caso il procedimento penale; sono un garantista. Ma ringrazio la magistratura per aver saputo trovare la strada per perseguire un malaffare da me sospettato e denunciato da tempo, anche in ripetuti colloqui con le autorità competenti, sin dall’inizio della ricostruzione – prosegue il primo cittadino – La notizia, mentre mi rassicura, perché gli anticorpi ci sono e agiscono, mi lascia un pesante amaro in bocca”.

“Ancora una volta invito i cittadini a vigilare sulla ricostruzione della propria abitazione, sulla trasparenza degli atti, e soprattutto sulla scelta dei materiali – conclude – Vigilate, non venite meno al vostro dovere di seguire con la massima cura e attenzione la ricostruzione della vostra casa, il frutto di tanti sacrifici, la casa nella quale dovrete vivere sicuri e con garanzie di confort e qualità realizzativa”, rincara

E se indagini su un amministratore portassero al blocco dei lavori per le conseguenze giudiziarie? “Questo lo dobbiamo vedere, cercheremo di non bloccarli ma è giusto che il cittadino guardi la propria casa”, conclude ai microfoni di AbruzzoWeb. (alb.or.)