CHIETI – Si allarga e serra le fila il fronte dei Comuni che guardano con preoccupazione al progetto “Poggiofiorito stoccaggio” della società Gas Plus Storage di Milano, che a San Martino sulla Marrucina, in provincia di Chieti, si appresta a realizzare un sito di accumulo di gas naturale, che prevede, oltre al rifacimento del pozzo esistente, la perforazione di due nuovi pozzi, nonché la costruzione di una nuova unità di compressione, per consentire lo stoccaggio di gas prelevato dalla rete nazionale nella quantità massima di 157 milioni di metri cubi di gas.

Il comune di Bucchianico, che dista dal sito meno di 7 chilometri, si appresta ad approvare una mozione contraria all’intervento, presentata dal gruppo del Movimento 5 stelle, in cui si argomenta  che “il territorio in questione è classificato come zona 1, ovvero a massimo rischio sismico e sono 19 i comuni entro un raggio di 10 km dai pozzi di re-iniezione, 7 a meno di 5, quasi tutti in zona 2, a sismicità media e almeno 95.000 persone vivono in quest’area”.

L’intenzione è quella di rafforzare la rete di comuni in un coordinamento, dando seguito all’incontro tenutosi meno di un mese fa a Guardiagrele a cui hanno partecipato oltre una decina di rappresentanti delle locali amministrazioni locali. In prima linea il Comune di San martino sulla Marrucina, che teme che il pompaggio di gas possa riattivare il fenomeno franoso che nel 2001 ha devastato decine di abitazioni,  che si sospetta, ma senza prove scientifiche, sia  stato determinato dal precedente svuotamento della collina dal gas.

L’intervento è del tutto sicuro, ha sostenuto invece il ministro dello Sviluppo economico, che ha dato l’ok dopo il parere favorevole del comitato Via nazionale. Nessun pericolo connesso all’attività sismica o alla subsidenza del terreno, per cui comunque si prescrive un monitoraggio costante.

Lo stoccaggio, che utlizzerà anche le cavità da cui l’Agip a partire dagli anni settanta, ha estratto gas, garantirà il mantenimento di riserve strategiche da utilizzare esclusivamente per fronteggiare situazioni eccezionali, condizioni meteorologiche particolari, come punte anomale di freddo intenso, o crisi internazionali che blocchino in parte gli approvvigionamenti dall’estero che costituiscono oltre il 90 per cento del gas utilizzato in Italia.

Il vantaggio legato al mercato, riguardo lo stoccaggio di gas in grandi giacimenti “vuoti” esistenti in natura, ex riserve petrolifere, consiste poi nel poter rivendere a maggior prezzo d’inverno il prodotto comprato e stoccato d’estate, quando il gas costa meno.

Argomento che non persuade il fronte contrario lungo la Marrucina: il sito di stoccaggio, ribattono, porterà solo rischi e disagi, e nessun beneficio tangibile al territorio. Filippo Tronca