L’AQUILA – Il restauro della chiesa di Santa Maria del Suffragio, meglio conosciuta agli aquilani come ‘Anime sante’, inizierà tra dicembre 2013 e gennaio 2014, per restituire l’edificio sacro al suo splendore in un tempo di due anni.
Ad annunciarlo è il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici Fabrizio Magani, al termine della seconda riunione di stamane del comitato misto italo francese che ha ratificato ufficialmente l’aggiudicazione dell’appalto, alla presenza dell’ambasciatore francese Alain Le Roy.
Un lavoro dall’importo totale di 6,5 milioni di euro, finanziato per metà dal governo transalpino e affidato all’Ati (associazione temporanea imprese) Italiana Costruzioni Spa e ai Fratelli Navarra Srl.
L’ultimo atto, quello di stamattina, di un percorso lungo e articolato di collaborazione internazionale, non solo economica, ma anche progettuale, che ha messo in campo le eccellenze nell’ambito della conservazione dei beni culturali delle due nazioni “sorelle”.
“Oggi festeggiamo l’accordo italo francese con la convocazione del comitato misto – ha spiegato Magani – Abbiamo portato a termine il percorso di affidamento dei lavori in due mesi. La commissione di gara ha valutato 31 progetti a partire dallo scorso 19 giugno”.
Si avvia a compimento il percorso iniziato dai due governi subito dopo il terremoto del 6 aprile 2009, con il protocollo interministeriale sottoscritto nel 2010, seguito da una fase di dibattito sulle modalità di sinergia nell’ambito del progetto e conclusa, poi, con l’intesa tra le due nazioni, firmata l’8 agosto del 2012 che ha dato l’avvio al progetto di restauro, elaborato congiuntamente dalle due squadre di lavoro, italiana e francese.
“Gli uffici del commissario per i beni culturali Luciano Marchetti hanno sviluppato un progetto in pieno accordo con la struttura dei Beni culturali e la competenza poi è traslata in questa direzione – ha proseguito Magani – Abbiamo avviato una commissione di gara che ha lavorato in due mesi. Un percorso lineare, dal mio punto di vista, e un’aggiucazione che ha una tempistica da protocollo. Rispetto alla data del terremoto può sembrare un tempo lungo, io direi più meditato. In generale, poi, pare che stiamo andando molto velocemente: ci sono dei cantieri aperti già attivi e un percorso amministrativo di gestione degli appalti che sta andando in linea. Tutte le nostre risorse saranno giuridicamente impegnate entro l’anno”.
Un impegno, quello della Francia, assunto ai tempi del G8 che “abbiamo voluto portare assolutamente a termine – ha detto Le Roy – Sono felice di essere arrivato alla fase finale di un progetto caratterizzato dall’estrema trasparenza. Il comitato misto lavora benissimo, e continuerà in questa direzione. Per la Francia, profondamente toccata dal terremoto dell’Aquila, questo è un atto di precisoe concreto di solidarietà”.
I beni culturali sono una risorsa fondamentale per una città che ha bisogno di ritrovare la propria identità, secondo l’assessore comunale al bilancio Lelio De Santis, che ha precisato “La Francia è un esempio per tante altre nazioni che hanno promesso aiuto all’Aquila e poi non hanno dato seguito alle loro parole. La collaborazione tra Comune e Soprintendenza va avanti in un rapporto di totale fiducia da parte nostra”.
Presente all’incontro di oggi, anche Umberto Vanni D’architrafi, consigliere diplomatico del ministro Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Massimo Bray che ha commentato: “Il ministro ha da sempre espresso viva sensibilità nei confronti del recupero dei beni culturali della città dell’Aquila. Siamo felici di una cooperazione internazionale importante, senza la quale non sarebbe stato possibile aprire questo cantiere”.
Il comitato, presieduto da Magani e Le Roy, è composto da Monsignor Giuseppe Petrocchi Arcivesco dell’Aquila, Luciano Marchetti, ex Vice commissario delegato per i Beni culturali, dal direttore dell’Istituto superiore per la Conservazione e il restauro, Gisella Capponi e da Claudio Finarelli, funzionario responsabile del servizio tutela della direzione regionale Bcp Abruzzo.
I componenti francesi sono Eric Tallon e Renan Kremer, rispettivamente consigliere culturale e responsabile dell’ufficio tecnico dell’ambasciata di Francia, l’architetto Didier Repellin e Roch Payet, direttore del dipartimento restauri dell’Istituto nazionale del patrimonio.