L’AQUILA – Sbloccata dal Consiglio di Stato la possibilità di investimenti milionari nell’Aquilano, in particolare nel territorio comunale di Montereale in località Piedicolle, “ora il sindaco Giorgi deve riadottare la delibera che aveva permesso l’estensione di insediamento a tutte le attività commerciali in quell’area”.
Continua la battaglia di Lucia Pandolfi, ex sindaco di Montereale oggi presidente della commissione di Vigilanza del Consiglio provinciale dell’Aquila, che chiama in causa l’attuale sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi, sui rischi di un contenzioso per la richiesta di danni da parte delle aziende dopo che lo scorso 24 settembre l’organo di secondo grado della giustizia amministrativa ha depositato la sentenza numero 4718/2013, dando definitivamente torto all’ufficio tecnico del Comune sul ricorso della ditta Capriccioli Edilizia Srl contro il rifiuto del permesso di costruire per un capannone destinato ad attività commerciali all’interno del comparto Paap (Piano aree attività produttive) di Piedicolle.
“Il Consiglio comunale nel 2006, con me sindaco, votò all’unanimità una delibera per rendere a uso commerciale le aree dedicate alle attività produttive e artigianali di Montereale – spiega la Pandolfi ai microfoni di AbruzzoWeb – con lo scopo di attrarre investimenti. Quelle aree sono nate con il piano regolatore approvato dalla Provincia nel 1997 e finanziate con tanti soldi pubblici, fino a essere lottizzate e urbanizzate. Si tratta di una possibilità, si legge sia nella delibera, sia nella sentenza del Consiglio di Stato che la legittima, che si rifaceva a un articolo di legge del 1971, quindi nel pieno rispetto della legge. Il Consiglio comunale poteva fare quel che ha fatto”.
“C’è chi ha fatto ricorso, il primo che ha investito in quelle acquistandole – aggiunge – ma parliamo di chi aveva fatto tutto il percorso regolare per costruire, presentando nel 2010 una denuncia di inizio attività in edilizia, la Dia, propedeutica alla costruzione a uso commerciale. Dato l’assenso nel marzo del 2010, la mia amministrazione decade a luglio dopo due mandati, a ottobre l’impresa presenta il progetto. E a dicembre viene bocciato il tutto, improvvisamente la delibera, votata all’unanimità perché si era capito l’interesse pubblico, non è più legittima. Gli altri soggetti che avevano acquistato nelle altre aree si sono ovviamente allarmati – continua la Pandolfi – ma la delibera è stata revocata ugualmente”.
Per la Pandolfi non esistono altre soluzioni, “il sindaco deve riadottare questa delibera, quelle aree confinano con la futura superstrada L’Aquila-Amatrice, un punto cruciale per lo sviluppo di quel territorio che non può permettersi di subire danni. Parliamo di imprenditoria, di lavoro, di occupazione”. Roberto Santilli





