L’AQUILA – Ci sono amori che non hanno bisogno di parole. Non quelli tra persone, dove ce ne sono anche troppe. Il legame cane padrone è un rapporto che, se coltivato, può durare una vita. Si cementa con il tempo e l’educazione, la fiducia e il rispetto, esattamente come quello tra esseri umani e, spesso, lo eguaglia superandolo.

C’è chi questo legame lo insegna e di una passione, quella per Fido, ne ha fatto un mestiere. Sono Massimo Lalli ed Enzo Di Fabio, titolari della scuola addestramento cani ‘Zanna Bianca’ dell’Aquila che, da oltre vent’anni, educano cani e proprietari al ‘dialogo’ e a vivere con equilibrio un rapporto speciale, ma molto delicato.

Centinaia di cani sono passati per l’oasi verde di Zanna Bianca, sotto lo sguardo attento di Enzo e Massimo che, dopo aver studiato etologia e psicologia canina per anni, hanno sviluppato un metodo non coercitivo, ma morbido, che educa il cane con  il gioco e lo premia con cibo e carezze a ogni risultato ottenuto.

“Li educhiamo a stare in società e a sapersi comportare – spiega Di Fabio – ma non adottiamo la forza. La violenza nella nostra scuola non esiste. Creiamo feeling tra cane e padrone e fiducia reciproca, che costituisce il 50% dell’educazione. È il padrone che istruisce il cane e lo premia,  non noi. Gli istruttori sono lì a dare consigli, ma il lavoro vero è quello fatto tra proprietario e animale”.

L’uomo nel rapporto con Fido deve “farsi cane – dice Lalli – L’animale non capisce le parole e allora il padrone deve comportarsi come si fa in un branco, proprio come fanno i lupi, e diventare capobranco per evitare che l’animale prenda il sopravvento” specifica.

Mai umanizzare il cane, cosa sbagliatissima secondo Lalli che spiega: “il cane deve restare tale, non va assolutamente umanizzato, né viziato come un bambino”.

La famiglia, quindi, per il cane diventa un branco?

Enzo Di Fabio: Certo, ed è necessario che il cane capisca di essere l’ultimo gradino della gerarchia, di essere un gregario. Deve capire che il padrone è il capobranco e lui non può prevaricarlo.

Come si fa, allora a fargli capire che quella cosa non va fatta senza usare le parole?

Massimo Lalli: I lupi e i cani, che sono lupi domestici, si conoscono attraverso l’atteggiamento e il comportamento. Se il cane ha un problema, abbaia, o è interessato a qualcosa, il suo cervello è totalmente preso da questo. Dirgli “non si fa” non serve a nulla. Se invece gli si dà una toccatina o una leggera strattonata con il guinzaglio, questa serve a fargli staccare il pensiero da quella data cosa che il padrone reputa sbagliata. Se l’animale smette di fare quello che sta facendo e il proprietario lo premia con un bocconcino, ripetendo quest’operazione più volte, il cane capirà che non fare quella data cosa sbagliata gli vale un premio. Con il tempo queste azioni diventeranno consuetudine.

Qual è l’educazione base?

EDF: Facciamo camminare il cane a fianco al padrone, la passeggiata non deve essere uno stress, ma un piacere. Gli insegniamo il ‘seduto’, il ‘resta’ e a comportarsi così non solo nel nostro recinto, ma anche fuori dalla scuola. Tutto quello che va fatto sul cane lo fa il padrone. I premi e le correzioni vengono da lui, noi li affianchiamo spiegando il da farsi, ma fanno tutto loro. La base dell’addestramento sono gioco e cibo come premio e in 20 lezioni si riescono a ottenere ottimi risultati.

Educate centinaia di cani da  molti anni. Esistono cani cattivi?

ML: Esistono cattivi padroni, non cani cattivi. Le persone tendono trattarli come essersi umani, sbagliando, e li viziano molto, dandogliela vinta su molte cose. Il cane così prende il sopravvento e diventa capobranco. Ci sono casi nei quali ringhiano ai proprietari solo se questi provano a sedersi sul divano, che diventa così il loro territorio. Se poi si ha un cane che tende a essere dominante, allora la cosa peggiora. Basta un niente, una ciotola tolta mentre mangiano, un no detto troppo nervosamente, e il cane può attaccare e mordere. Dipende tutto dall’educazione che ricevono, ma in assoluto non esistono cani che vanno fuori di testa.

Ci sono però razze più aggressive di altre?

ML: Ci sono cani, creati ad hoc dall’uomo come arma di combattimento, come i pitt bull per esempio. Questi animali hanno nel dna la tendenza all’aggressività e alla possessività, ma se vengono cresciuti ed educati bene quelle caratteristiche non verranno mai fuori, restando latenti. Non ci sono razze pericolose, esistono razze da difesa, selezionate per fare difesa: sono cani più reattivi che hanno componenti nel carattere di aggressività perché sono state create per quello, come dobermann, pastore tedesco e e boxer. Poi ci sono le razze da guardia come il rottweiler, il pastore abruzzese, il cane corso o il mastino, che sono nate per controllare il territorio.

Si possono recuperare i cani che sviluppano aggressività e mordono i padroni?

ML: Certo. Ci è capitata una ragazza, morsa al seno dal suo cane. Suo padre voleva abbatterlo, invece lei ha voluto provare a rieducarlo. Sta andando benissimo, ma siamo dovuti partire da molto lontano, innanzitutto rinsaldando la fiducia tra cane e padrone, persa completamente dopo il morso.

Nelle pet terapy, terapie basate sull’interazione uomo-animale, quali cani sono preferibili?

ML: Senza dubbio golden retriever e labrador. Sono cani con un ottimo temperamento, curiosità e non hanno aggressività come i pastori. Sono cani da riporto, utilizzati per il salvataggio in acqua, sempre più adoperati anche dalle forze dell’ordine, che li stanno preferendo ai pastori tedeschi.

Avete avuto a che fare copn cani traumatizzati dal terremoto del 6 aprile 2009? Se sì, che sintomi hanno sviluppato?

EDF: Molte paure, come quella del vento o dei rumori forti. Tutto dipende dalla tempra del cane, cioè la capacità di reagire agli stimoli esterni. In ogni caso sono danni recuperabili. I cani avvertono il terremoto, alcuni abbaiano, altri si terrorizzano e si nascondono, ma i danni maggiori sono quelli sui padroni che trasmettono all’animale le loro ansie.

Allenate anche cani della Protezione civile?

EDF: Sì, ne abbiamo tre, due pastori e un labrador. Sono cani da ricerca. Uno dei pastori tedeschi, Rex, è stato utilizzato anche nella tragedia dell’Aquila di quattro anni fa. Il labrador, Horus, di proprietà di Serafino Piccari, ha collaborato nella ricerca di un signore anziano, scomparso di recente ad Atri. I cani si allenano qui da noi e sono sempre pronti a partire in caso di emergenza.

La differenza tra cane e gatto?

EDF: Il cane è malleabile, si può gestire ed educare. Il gatto no, è un felino e per definizione indocile. Assolutamente non gestibile.

In quanti scelgono di educare i proprio cane? 

EDF: Adesso in molti, ma all’inizio è stata dura. La gente vedeva la nostra scuola come un addestramento ceorcitivo, quando non era così. Qui si crea un rapporto cane padrone partendo dal gioco.