L’AQUILA – “L’Avis continuerà ad avere una sede all’Aquila. Se dovessero esserci difficoltà con la casetta di legno al centro commerciale l’Aquilone troveremo un’altra sistemazione per garantire la presenza”.

La promessa arriva dal vice sindaco del capoluogo, Roberto Riga, che ha avuto modo di ribadirlo nel corso del recente incontro con i vertici dell’associazione di donatori di sangue alla residenza studentesca Campomizzi, dove Avis ha contribuito con 20 mila euro mentre sono 792 mila in tutto quelli spesi nelle zone terremotate del 6 aprile 2009.

La famosa casetta, tecnicamente “modulo operativo per la donazione di sangue”, è stata realizzata nel 2009 con 50 mila euro (più 10 mila dell’Avis nazionale per pagare l’Iva) provenienti dalla “legge mancia”, che distribuisce fondi a pioggia ai territori a totale discrezionalità degli eletti a palazzo Madama, su cui AbruzzoWeb ha scritto molto in passato.

Un provvedimento finito alla ribalta anche perché tra i tanti stanziamenti c’erano quelli destinati dal senatore ex Margherita poi del Partito democratico Luigi Lusi, successivamente indagato per appropriazione indebita in un’inchiesta su ammanchi milionari dalle casse del suo primo partito, oggi disciolto.

Vicende da cui la sede Avis è estranea. “È solo una sede per avere il front office con i donatori: se non va bene lì per questioni burocratiche si può anche spostare, visto che è removibile – ha spiegato il portavoce nazionale Sergio Valtolina, aprendo alle istituzioni – Se, però, non nuoce a nessuno, può rimanere anche lì dov’è, così non andiamo a spendere altri quattrini”, ha sottolineato con altrettanta chiarezza.

Il problema è sorto quando il settore Attività produttive del Comune ha condotto una cernita delle attività localizzate in moduli provvisori. In base alle nuove norme, quella sistemazione potrebbe divenire irregolare. Di qui l’appello al Comune. Ma al di là del principio che la sede Avis all’Aquila ci sarà, Riga non si sbilancia con un sì o un no alla localizzazione attuale.

“Il Comune ci tiene che abbia una presenza nella nostra città e quindi ci stiamo adoperando con gli uffici per trovare una sistemazione nella maniera più corretta, trasparente e chiara – assicura – Nel post-terremoto si è fatto tutto in maniera provvisoria, adesso siamo rientrati nell’ordinario e dobbiamo garantire che la procedura venga svolta in maniera corretta”. (alb.or.)