L’AQUILA – “L’Aquila non ha avuto un candidato alla Camera o al Senato nel 2006, nel 2008 e neanche oggi, nonostante un terremoto distruttivo. Una cosa gravissima: il capoluogo, ma anche Pescara, capitali istituzionale ed economica d’Abruzzo, non sono rappresentate”.

Enzo Lombardi, politico dal lungo pedigree, già sindaco dell’Aquila, senatore democristiano ed esponente di punta del centrodestra locale, ha scelto di rimettersi in gioco con Rialzati Abruzzo: “la lista proposta dall’assessore regionale Carlo Masci è stata un’occasione da non perdere nel fare da diga e da drenaggio alla sinistra. L’area dei moderati in Abruzzo deve avere validi rappresentanti. Non si possono tollerare le carnevalate di candidati impresentabili”.

“Dobbiamo ricostruire un itinerario politico che ci metta in condizione di non subire più nulla al di fuori del nostro territorio. Siamo i più bravi di tutti se vogliamo”, aggiunge orgoglioso.

Durante l’intervista ad AbruzzoWeb, Lombardi si toglie qualche sassolino dalla scarpa rispetto alle elezioni amministrative del capoluogo del maggio 2012: “lì è cominciato il declino del Pdl. Scrissi una lettera ad Alfano, nella quale dissi qual era il clima e cosa sarebbe servito per aiutare L’Aquila sul terremoto e sulla politica, cosa che avrebbe dato grande lustro al Paese. Non c’è stata risposta, così mi sono dimesso da coordinatore cittadino del Pdl. Nel frattempo mi ero accorto che da mesi si era brigato per fare scelte romane sulle candidature a sindaco. Una dimostrazione sfacciata di insensibilità nei confronti dell’Aquila e dei suoi cittadini”.

Sulla ricostruzione, infine: “da quattro anni viviamo un secondo terremoto, dopo l’emergenza, gestita in maniera encomiabile, sono entrati commissari e sub commissari unti dal signore, tecnici e politici che hanno messo le mani in pasta nella ricostruzione e si è bloccato tutto”. (pi.bi.)