L’AQUILA – “Io ho lo stesso cellulare da vent’anni, mentre ci sono personaggi che si scoprono innamorati dell’Abruzzo in campagna elettorale, poi vanno a roma e non li vediamo più, oppure altri che sono abruzzesi di ritorno: nati qui e lo riscoprono dopo tanti anni. O si è abruzzesi sempre, o mai”.

Così Benigno D’Orazio, più volte consigliere regionale, oggi capolista di Intesa popolare al Senato in vista delle prossime elezioni politiche, marca la differenza tra il suo schieramento civico di centrodestra e altri contendenti parlando ai microfoni di AbruzzoWeb.

“Il nostro è un voto utile”, spiega, presentando la “lista civica degli abruzzesi che sono alleati con il centrodestra”: “non siamo gli scontenti, non abbiamo partecipato alla stesura delle liste Pdl, certo il nostro schieramento si connota per persone fortemente radicate sul territorio”.

Altri voti, come quello a Rialzati Abruzzo, dove pure era candidato alle scorse Regionali, “danneggia il centrodestra purtroppo e contribuisce alla vittoria del centrosinistra, perché quella lista è fuori dalla coalizione. Non avrei mai accettato di far parte di una lista del genere”, spiega.

Come faranno l’anima di destra e quella di centro a convivere dentro Intesa popolare? “Ci siamo dati un programma ben preciso per gli abruzzesi – spiega – Io e Bruno Di Paolo (capolista alla Camera, ndr) abbiamo scritto e firmato un programma in cinque punti: crescita e occupazione con le piccole e medie imprese, Regione verde d’Europa 2.0, L’Aquila capoluogo, Pescara area metropolitana e il collegamento Pescara-Roma”.