L’AQUILA – “Con Enrico Di Giuseppantonio il problema è stato ampiamente superato da molti giorni, infatti noterete che non ci sono più chiacchiere in giro. Oltre a essere un amico, c’è una grande presenza a Vasto, Ortona e Chieti. È interesse di tutti, in primis del presidente della Provincia, essere pronto alla nuova campagna elettorale che lo vedrà sicuramente coinvolto, che è quella delle Regionali”.

Così dai microfoni di AbruzzoWeb il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, candidato alla Camera con il numero 2 nella lista dell’Unione di centro, annuncia lo scoppio della pace con Di Giuseppantonio che, nei mesi scorsi, aveva fatto parte attiva dei frondisti che contestavano la candidatura dell’aquilano, non iscritto all’Udc.

Rimangono gelidi i rapporti con gli altri frondisti, ma d’altronde Gdm ricorda che “Casini è stato chiaro, chi non è dentro questo progetto politico può andare dove lo porta il cuore. Mi riferisco a Rodolfo De Laurentiis, che mi sembra sia in altri lidi, e ad Antonio Menna, che invece non so dove sia”.

A proposito di Pierferdinando Casini, a lui è andata bene la candidatura di un non iscritto. “Gli è andata bene non solo la mia candidatura e quella di Nicoletta Verì, ma anche la ristrutturazione di questo partito, tanto è vero che in Abruzzo ha detto che bisognava prendere decisioni drastiche”, ribadisce De Matteis.

Che poi, solleticato, non si tira indietro. “Parlo già da coordinatore regionale? Di solito si fanno i congressi, l’Udc non li ha mai fatti. È importante ridare slancio ed entusiasmo, arrivare al congresso regionale immediatamente dopo le elezioni”.

Ma la tessera la farà? “È naturale, se il problema è questo – la promessa – Non so se chi ne parlava è ancora dentro l’Udc, visto che è stato creato un intergruppo con la ‘destra del centrodestra’ a cui qualcuno ha partecipato entrando clamorosamente nella maggioranza, mi riferisco a Menna”, che dal 2008 a oggi è stato all’opposizione.

Non si può più parlare di numeri e sondaggi, ma le ultime rilevazioni parlavano di prospettive magre per l’Udc e Monti. “È una clamorosa scemenza, i sondaggi sono di chi li paga, come sempre, sono come l’aria fritta – assicura Gdm – I sondaggi sono d’opinione, la nostra campagna elettorale è di territorio. In passato mi ricordo che ci davano sempre al 2% e arrivavamo regolarmente al 15%. Non posso dare i numeri ma posso dire che la tendenza che registriamo è sempre più a salire”.

Uno sguardo anche in casa d’altri, al Pdl. “Sono riusciti a rendere ancora più complicata la situazione interna, alcuni mesi fa rilevai che il Pdl aveva cominciato un lento processo di disfacimento interno legato a divisioni, contrasti e difficoltà, oggi sono esplose in maniera ancora più evidente”.