L’AQUILA – Una mostra interamente dedicata ai quattro patroni dell’Aquila, che “proteggono la nostra città e dovrebbero essere da esempio a tutti gli aquilani, esempio di amore e collaborazione tra le genti”.
Pietro, Bernardino e Massimo: Percorsi d’arte e santità a L’Aquila è il titolo della collezione che la pittrice Lia Garofalo ha esposto al Ridotto del Teatro comunale durante la Perdonanza Celestiniana.
Lia è un’insegnante in pensione che ha preso per la prima volta il pennello in mano quand’era piccola, quando i suoi insegnanti hanno iniziato a fargli i complimenti.
E da allora non si è mai fermata, anzi, la sua arte è cresciuta fino a quando il Comune dell’Aquila non le ha commissionato alcune opere.
Il 6 aprile 2009, poi, ha distrutto qualcosa. Fiori, natura, emozioni dell’anima, che prima erano i temi principe delle sue opere, sono stati repentinamente scalzati per fare spazio ad altro, ai ricordi.
I ricordi di quella città che una forte scossa ha spazzato via, gettando all’aria tutto neanche fosse una tovaglia coperta di briciole. E quindi sulle sue tele sono spuntati rosoni, fontane, bifore, santi, papi e patroni cittadini.
Tutti elementi noti e ricorrenti nella tradizione aquilana, che il terremoto non ha potuto distruggere, che anzi, ha fatto riemergere.
“Loro rappresentano la speranza – spiega l’artista ai microfoni di AbruzzoWeb – quella forza che Bernardino da Siena e Celestino V hanno avuto solo grazie a Dio, a lui che li ha aiutati ad andare avanti giorno per giorno. E così hanno potuto trasmettere amore e aiuto reciproco alle persone che li circondavano, ma anche sacrificio e rinunce”. Sara Ciambotti






