L’AQUILA – Il suggestivo sfondo della basilica di Collemaggio, il maxischermo luminoso che ha colorato la serata con effetti speciali, i Subsonica, naturalmente, che hanno dato il meglio di loro. Ma a decretare il successo della serata di ieri sono state sopratutto le quasi 15 mila persone sotto il cielo stellato di questo attesissimo 23 agosto.
La band torinese ha invitato L’Aquila a scatenarsi, e la città non se lo è fatto ripetere due volte, per una notte sui generis dove persone con accenti e dialetti diversi hanno ballato, cantato e si sono divertite a suon di electro-rock orgogliosamente made in Italy.
Tra queste, a giudicare dal boato di benvenuto che ha accompagnato i Subsonica a salire sul palco, moltissimi fan sfegatati, che non si sono risparmiati di cantare e ballare per tutta la durata del concerto.
Una registrazione audio di molteplici auguri mixati tra loro, rivolti dai fan al gruppo, che quest’anno compie quindici anni, ha dato il “la” allo show e il clima si è subito scaldato. Ma è stato durante l’esibizione di Veleno, tra le primissime canzoni in scaletta, che il pubblico è letteralmente impazzito.
Col suo cappello di paglia bianco, una novità per chi lo aveva sempre associato allo storico cappellino da baseball nero, Samuel, intonando al microfono successi vecchi e nuovi, ha ricordato nei fatti cosa significa essere una delle band italiane più famose.
Durante l’esibizione di Liberi tutti, così come per l’abbondante manciata di canzoni dall’animo più raggae, è stata la platea “impegnata” a partecipare allo show con più vigore, mentre sono stati i brani di stampo marcatamente elettronico, come Diluvio e Microchip emozionale, a essere più cantate da quanti erano in attesa dei pezzi forti del gruppo.
I toni si sono attenuati con Sole silenzioso, in qualche modo avvicinata per drammacità della storia a quella dell’Aquila, per poi riprendere la leggerezza lasciata in sospeso con il ritmo incalzante di Cose che non ho, La Glaciazione e quindi Eclissi e Solo noi, fino all’attesissima Nuova ossessione.
Samuel e soci non hanno risparmiato nemmeno Up patriots to arms, recente cover di una delle storiche canzoni di Franco Battiato, prima di concludere “col botto” grazie alle ravvicinate hit Discoteca labirinto, Tutti i miei sbagli e, infine, una non impeccabile ma pur sempre piacevolissima Istrice.
“Aspettiamo di tornare tra tre anni – ha affermato soddisfatto della serata e del calore del pubblico il frontman dei Subsonica nell’immediato post concerto – e speriamo di poter verificare che tutto in questa splendida città sia stato perfettamente ricostruito”.






