PESCARA – Lettera aperta a medici, biologi, infermieri, operatori sanitari da parte del sindaco di Pescara, Carlo Masci, per lo screening di massa.
“Tempi straordinari richiedono impegni straordinari perché nessuno può chiamarsi fuori e nessuno può essere lasciato indietro. Noi stiamo vivendo tempi che non avremmo mai potuto immaginare, in cui ogni aspetto della nostra vita sociale, di relazione e affettiva è stato investito dall’onda lunga della pandemia da Covid-19. La prima emergenza è stata e continua a essere quella sanitaria. Al comparto medico è stato chiesto, in primavera, di fare da trincea di sbarramento al contagio, e noi tutti sappiamo cosa ha significato, quali e quanti sacrifici ha comportato, come le categorie ospedaliere hanno
risposto e a che prezzo”, scrive il primo cittadino pescarese.
“Oggi, che siamo alle prese con la seconda ondata, abbiamo avuto dalla ricerca scientifica un prezioso alleato, che è il vaccino, ma i cui tempi di distribuzione e di inoculazione non sono in linea con una situazione che, se non è drammatica, è comunque molto seria. Nell’attesa della vaccinazione di massa, dobbiamo avere un quadro quanto più preciso
per vincere questa battaglia e riconquistare la normalità, attraverso uno screening di massa che fotografi esattamente il quadro cittadino e ci consenta di effettuare le mosse più giuste per sconfiggere il coronavirus. Il volontariato ha dato finora risposte encomiabili e commoventi, ma questo slancio disinteressato non basta più”, continua Masci.
Ci sono competenze e professionalità che non si possono improvvisare e che adesso vanno messe in campo con quell’altruismo di cui questa città ha più volte dato riprova, come riconosciuto anche di recente su scala nazionale.
Possiamo e dobbiamo fare di più. Per questo mi rivolgo ai medici, ai biologi, agli infermieri, al personale sanitario, anche in pensione, e li esorto a rispondere al mio appello che è l’appello di Pescara per i pescaresi. Sono certo che lo raccoglierete.
Abbiamo assolutamente bisogno di una risposta forte, numericamente importante, affinché sia davvero uno screening di massa e non un test a campione, che non sarebbe utile a vincere questa battaglia.






