L’AQUILA – I numeri migliorano, tanto che l’Abruzzo “virtualmente” si troverebbe già in zona arancione e nell’immediato futuro sembrerebbe scongiurato il rischio di un ritorno in zona rossa.
È quanto emerge da fonti regionali sulla base dei dati epidemiologici che verranno analizzati domani in sede di Cabina di regia. Si allontana così l’ipotesi di un repentino cambio di colori per poche ore – da arancione a rosso e di nuovo da rosso ad arancione – aumentando tensioni e confusione. Altro elemento che lo lascia presagire la decisione del presidente del Tar Umberto Realfonzo che ha rinviato a domani l’udienza del Tar L’Aquila sul ricorso presentato dal Governo in merito all’ordinanza sulla zona arancione firmata nei giorni scorsi dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
Il presidente del Tar ha deciso di non tener conto della iniziale richiesta di prendere una decisione “inaudita altera parte”, ossia senza ascoltare la Regione. Nel decreto di convocazione dell’udienza spiega che “il rinvio a domani della decisione sulla presente istanza interinale di sospensione non appare tale da mettere realmente a rischio la salute pubblica nella Regione in relazione alla circostanza per cui il numero di casi si presenterebbe in leggera continua diminuzione”.
Nessun rischio imminente, dunque, come dimostrano i dati sul contagio Covid degli ultimi giorni, in netto calo, e che confermerebbero l’Abruzzo in zona arancione. L’udienza di domani, oltretutto, coincide con la riunione della cabina di regia nazionale chiamata ad esaminare i dati epidemiologici della regione e certificare se ci sono le condizioni per una “promozione” da rossa ad arancione. Qualora venisse confermato quello che il governo ha scritto nel ricorso e cioè che l’Abruzzo dal 27 novembre ha presentato dati sui contagi più positivi e quindi dopo 14 giorni (scadenza 11 dicembre) sarebbe tornata arancione, allora il via libera ci sarebbe ma con la operatività che il ministro Roberto Speranza sancirebbe per domenica 13.
La questione ha comunque tenuto banco per tutta la giornata di ieri dopo che il caso Abruzzo da giorni è all’attenzione dei media nazionali. Marsilio, dopo aver ascoltato le dichiarazioni dure del ministro delle Regioni Francesco Boccia (“Impugneremo l’ordinanza”) ieri aveva invocato una sorta di clemenza: “Spero che non vogliano esagerare chiedendo al Tribunale di adottare una sospensiva in questi giorni e con effetto immediato, quando fra 48 ore sarà lo stesso governo nella Cabina di regia a decretare la zona arancione per l’Abruzzo. Quindi semmai dovesse accadere che il Tar dovesse assumere un provvedimento in questi giorni, davvero si scatenerebbe la confusione perché nel giro di 48-72 ore l’Abruzzo cambierebbe tre volte i colori e questo sarebbe assolutamente ingiustificato”.
Posizione condivisa anche dall’opposizione di centrosinistra che, pur contestando il “grave errore” di Marsilio, sottolinea: “Una cosa è il ricorso inevitabile al Tar, altra è la definitiva classificazione della nostra Regione. Vogliamo che l’Abruzzo esca da questa incertezza”, hanno dichiarato oggi Stefania Pezzopane e Camillo D’Alessandro, deputati abruzzesi del Pd e di Italia viva.
Marsilio aveva deciso di introdurre la zona rossa il 18 novembre scorso a causa della impennata di contagi che da settimane stava colpendo la regione, soprattutto nelle province dell’Aquila e di Teramo. Secondo la diffida del ministro Boccia, l’Abruzzo sarebbe uscito non prima del 9, cioè ieri, secondo il ricorso del Governo, entro domani.
“L’allentamento delle misure di contenimento del contagio – si legge nel ricorso del governo – rischia di provocare danni irreparabili per la popolazione in termini di rischi per la salute collettiva. Le misure ampliative introdotte dalla Regione Abruzzo, anticipando di fatto gli effetti di eventuali, e al momento non ancora adottati, provvedimenti di riclassificazione, rischiano infatti di portare un’improvvisa impennata della curva del contagio e a gravissime e incalcolabili conseguenze per la salute delle persone”.
L’atto ricostruisce le tappe principali della vicenda: l’ordinanza adottata dal ministro della Salute Roberto Speranza il 20 novembre scorso, con decorrenza dal 22, all’esito della Cabina di regia settimanale. La nuova ordinanza, quella del 5 dicembre, con cui lo stesso ministro ha stabilito che alla regione dovevano essere applicate le misure della zona rossa fino al 20 dicembre, salvo poi reintrodurre l’arancione per il calo di contagi.
“Eccesso di potere per difetto di istruttoria, carenza dei presupposti in fatto illogicità e violazione del principio di leale collaborazione”: sono queste le altre contestazioni che il governo nazionale ha formulato alla Regione Abruzzo nel ricorso al Tar dell’Aquila contro l’ordinanza di Marsilio.
Nel documento presento dall’avvocatura di Stato in cui la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero della Salute si contesta anche la violazione costituzionale dei poteri dello Stato essendo la competenza della emergenza sanitaria causata dalla pandemia dello Stato centrale. Il ricorso è stato curato dagli avvocati dello Stato Sergio Fiorentino, Gianna Galluzzo e Carla Colelli.





