ROMA – “La strategia va modulata in base alle differenti criticità individuate nei territori. Il prossimo Dpcm individuerà 3 aree corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per ciascuno dei quali sono previste misure via via più restrittive”.

Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento alla Camera sottolineando che ‘Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni”.

“La curva corre in ogni Continente – ha detto Conte -. L’Ue all’interno di un quadro globale è una delle aree più colpite dall’urto della seconda ondata. Nelle ultime settimane l’incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi. Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità”, ha aggiunto Conte.

Il dpcm prevederà, a quanto si apprende, un coprifuoco nazionale alle 21, o forse alle 22. E ancora chiusura giorni festivi e pre-festivi centri commerciali ad eccezione di tabacchi, alimentari ed edicole. Chiuse mostre e musei. Stop spostamenti con regioni ad alti rischio. Ad eccezione di motivi di lavoro studio e sanitario. La didattica a distanza si adotterà nel 100% alle scuole superiori, c’è chi vorrebbe estenderla anche a tutte le scuole medie. U mezzi pubblici potranno essere pieni al 50%

Secondo il premier “il quadro è peggiorato rispetto alla prima ondata, ma oggi fino al 95% per cento delle persone presentano sintomi lievi. I ricoverati nei reparti di terapia intensiva negli ospedali italiani, stando ai dati di ieri, sono comunque 1939, cioè “poco più della metà dei posti letto attivati grazie alle forniture del governo con il commissario straordinario”, ha osservato Conte. Quindi, ha proseguito, “non stiamo subendo una insostenibile pressione nei reparti di terapie intensiva ma registriamo un preoccupante affollamento, in particolare nelle terapie sub-intensive e nell’area medica in generale. Occorre poi alleggerire i pronto soccorsi”.

“Ho prospettato ai leader delle opposizione un tavolo di confronto con il governo, al momento questa proposta è stata rifiutata, se ci sono ripensamenti posso confermare che la proposta è immutata e non sottende confusione di ruoli”, ha aggiunto Conte.

Per quanto riguarda poi il lockdwon mirato: “Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità. Ci sono specifiche criticità in Regioni e province autonome. L’rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un’altra probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese. E’ necessario assumere una decisione orientata che contempli nuovi interventi restrittivi modulati sulla base del livello di rischio nei territori. Su base di criteri scientifici predefiniti ci sarà un regime differenziato basato su diversi livelli regionali. A marzo sprovvisti di un piano abbiamo emanato provvedimenti che ci hanno portato un lockdown generalizzato, oggi invece abbiamo una struttura di prevenzione”.

Alla riunione in videoconferenza, di questa mattina, convocata dal ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, oltre ai governatori e al presidente dell’Anci Antonio Decaro, erano presenti il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri e il direttore delle emergenze del Dipartimento della Protezione Civile Luigi D’Angelo.

“Gli interventi saranno uniformi, poi, come scritto nel precedente Dpcm, nella propria autonomia ciascun ente locale può prevedere anche restrizioni ulteriori. Le restrizioni saranno nazionali, poi magari c’è anche la volontà di fare una distinzione tra quelle regioni che hanno già superato l’Rt 2 da quelle che hanno indici più bassi. Ma le misure saranno nazionali, come per esempio il coprifuoco alle 21 per tutto il territorio nazionale”, ha detto a Start, su Sky TG24, il sottosegretario al ministero del Lavoro, Francesca Puglisi-

“Purtroppo dobbiamo sacrificare la didattica in presenza, modificandola in didattica a distanza, per tutte le scuole di secondo grado e si sta discutendo in queste ore se farlo anche per la terza media”, ha confermato