ROMA – “Se il Paese si divide i problemi diventano più grandi, ricostruiamo quel clima di coesione sociale di cui c’è bisogno, verrà il tempo dei bilanci e delle critiche, ma oggi di fronte ai rischi per la salute non è il tempo”.
Il ministro della cultura Dario Franceschini sceglie Facebook per lanciare un appello ai protagonisti del mondo della cultura “a voi personalità della cultura che avete una grande influenza sull’opinione pubblica e una grande capacità – dice – vi chiedo davvero di dare un contributo alla coesione sociale, ne abbiamo grande bisogno”.
Gli attacchi e le polemiche sono comprensibili, dice Franceschini, “c’è una grande preoccupazione anche per il valore simbolico negativo per la chiusura di cinema e teatri e per i danni materiali che tutto questo comporta. Ma io ho l’impressione che non si sia percepita la reale gravità della situazione”.
Il ministro mostra alle sue spalle il grafico con la curva dei contagi: “Bisognava intervenire in fretta – ribadisce – non c’era più tempo. La decisione di chiudere tutte le attività dopo le 18 non è stata legata ad una scelta gerarchica, bensì alla necessità di limitare gli spostamenti”.
Da qui l’impegno “a far si che la chiusura per cinema e teatri sia la più breve possibile . Dipenderà certo dall’andamento epidemiologico – sottolinea – ma questo è il mio impegno. Aggiungo l’impegno a tutelare i lavoratori dello spettacolo, ad aiutare le imprese come abbiamo fatto in questi mesi in cui abbiamo stanziato 1 miliardo e 200 milioni per cinema e spettacolo dal vivo. Certo non basta, dovremo fare di più risarcire subito chi ha avuto danni e chi ha dovuto chiudere. Ma adesso è fondamentale rimanere uniti. Io credo che adesso l’unica risposta possibile sia fare ognuno il proprio dovere, poi verrà il tempo delle divisioni e delle analisi, ma oggi di fronte a questi dati dei contagi non è questo il tempo”.






