ROMA – Il nuovo Decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che torna a limitare per ragioni sanitarie la libertà degli italiani, suscita dubbi, inquietudini e anche reazioni di insofferenza.
Soprattutto, domande, le cosiddette Faq, Frequently Asked Questions, i quesiti posti più di frequente.
Tanto che lo stesso premier, in conferenza stampa, chiarisce i dubbi su uno di quelli più gettonati, le feste a casa: “Non manderemo le forze di polizia nelle abitazioni private – scandisce il presidente-, però dobbiamo assumere comportamenti prudenti per gestire la fase”.
Sullo sfondo aleggia il già famigerato “spionaggio condominiale”, la “delazione” sui vicini che organizzano troppo affollate cene o feste (che Conte ama chiamare “party”).
Un meme sui social esorta a scaricare la App Infami, mentre l’indicazione seria del premier è di non farle per evitare rischi di contagio.
Ma ci sono anche altre questioni che angosciano i cittadini alle prese con le nuove limitazioni nella vita quotidiana, che nelle intenzioni del governo servono per tentare di evitare un nuovo lockdown totale.
SCUOLA
– Sono vietate le gite, le attività fuori sede e i gemellaggi. La mascherina resta obbligatoria se non si può rispettare la distanza di un metro e comunque all’ingresso e all’uscita. Si può invece abbassare in condizioni di staticità, ossia se seduti al banco, fermo restando il distanziamento.
MASCHERINA
– E’ obbligatoria anche all’aperto se si è vicini a non conviventi. Non è necessaria in macchina, in moto o in bici, se si è soli o con i propri parenti stretti. Chi fa sport all’aperto è esentato dall’uso della mascherina, ma non chi fa “attività motoria”. Ossia “la mera passeggiata e non la corsa – ha precisato il ministero dell’Interno -, anche quella svolta con finalità amatoriali, in quanto riconducibile ad attività sportiva”. La mascherina non è obbligatoria anche per i bambini sotto i 6 anni e per le persone con malattie e disabilità incompatibili con il suo uso.
FESTE, CERIMONIE E LA ‘REGOLA DEL 6’ IN CASA
– E’ vietato tenere feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, i locali come bar, pub e ristoranti che le ospitano con “attività danzanti” rischiano pesanti sanzioni. Nelle abitazioni private “è fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi” in numero “superiore a 6”. Sono consentite, tuttavia, le cerimonie civili e religiose, a cui possono seguire celebrazioni con un massimo di 30 partecipanti.
CALCETTO E PALESTRE
– “Non saranno più consentite le partite di calcetto e di basket che tanto ci piacciono”, ha detto il premier, aggiungendo che gli sport contatto saranno consentiti solo per le società professionistiche e dilettantistiche che rispettino i protocolli di sicurezza sanitaria. Le partitelle tra amici secondo il governo non garantiscono tali standard.
Le palestre invece restano aperte.
MOVIDA
– Si potrà continuare ad andare nei locali per consumare cibo e bevande, ma per tutti – dai ristoranti ai bar – scatta la chiusura a mezzanotte. Dalle ore 21 si potrà consumare solo seduti ai tavoli e non in piedi davanti all’ingresso. Restano possibili le consegne a domicilio e il “take away”, l’asporto.
SPETTACOLI
– Resta il limite di 200 partecipanti al chiuso e di 1.000 all’aperto, con la distanza minima obbligatoria di un metro tra i posti e l’obbligo di assegnarli a sedere.
Sono sospesi gli eventi in cui non è possibile mantenere le distanze. Per le gare sportive è ammesso il pubblico “con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1.000 spettatori” all’aperto e 200 al chiuso.
Devono essere garantiti il distanziamento di un metro e la misurazione della temperatura corporea all’ingresso.






