L’AQUILA – Il gruppo industriale Fecs di Bergamo attraverso la controllata Stemin Spa, colosso nel settore del recupero, trattamento e commercializzazione di rottami metallici, ha presentato una proposta vincolante di acquisto di 4 milioni di euro, la unica in questa procedura di composizione negoziata del credito al Tribunale civile dell’Aquila, per rilevare l’azienda Aura Materialis, precipitata in una profonda crisi a causa della situazione debitoria e che si occupa del riciclo dei rifiuti di apparecchiature e cavi elettrici, con sede nel Tecnopolo dell’Aquila.
È quanto emerso dalla udienza che si è svolta ieri all’Aquila: il giudice Maura Manzi, che aveva già prorogato i termini per la presentazione di offerte per due volte, una scaduta il 28 febbraio scorso e l’altra il 24 aprile, si è riservato la decisione, una volta valutato nel dettaglio il piano di salvataggio dell’azienda.
Aura dà lavoro a circa 70 dipendenti che, dopo aver accumulato stipendi arretrati, ora sono in cassa integrazione. La vertenza ha creato nei mesi scorsi polemiche e numerose manifestazioni di protesta da parte di lavoratori e famiglie.
Secondo quanto si è appreso, entro sette giorni il giudice potrebbe procedere alla assegnazione al gruppo lombardo che potrebbe in questa intrapresa avvalersi di un socio locale. Oppure, in alternativa, sarà riaperta la gara per altri trenta giorni al fine di ricevere offerte più alte partendo dalla base di asta di 4 milioni di euro.
La udienza di ieri in camera di consiglio, durata due ore e che ha visto la partecipazione tra gli altri di tutti i creditori, è stata molto vivace vista anche l’attesa per un salvataggio sul quale si sono pronunciate le maggiori istituzioni, tra cui il Comune dell’Aquila con il sindaco, Pierluigi Biondi.
Quella della Stemin è ad oggi l’unica offerta pervenuta per il salvataggio della azienda subentrata in percorsi non sempre chiarissimi ad Accord Phoenix, ereditando un’attività che aveva ottenuto un finanziamento di 11 milioni di euro di fondi pubblici, per un progetto industriale della durata di dieci anni scaduto a marzo, che grandi entusiasmi aveva acceso. Di recente il Ministero del Lavoro ha autorizzato la cassa integrazione per i dipendenti, dopo tanti ritardi nei pagamenti, e le manifestazioni di protesta assieme ai sindacati.
Un dato interessante in questa vicenda è rappresentata dal fatto che l’avvocato cassazionista del Foro di Pescara, Sergio Della Rocca, nella qualità di esperto nominato dalla Camera di Commercio per questa procedura di salvataggio, e in questo senso colui che ha curato per conto del tribunale le fasi che si sono succedute finora, in una perizia presentata al giudice Manzi, ha “consigliato” di assegnare la proprietà a Stamin, leader europeo nel recupero del metallo alluminio, con 430 milioni di fatturato, oltre 400 dipendenti e 50 paesi di esportazione: tutto ciò alla luce di una proposta fondata e concreta, caratterizzata da un piano industriale efficace ed autorevole, che depone a favore di affidabilità, solidità e di una concreta pianificazione futura incentrata su un rilancio produttivo assicurato da commesse certe. (b.s.)





