L’AQUILA – “Uno studio effettuato su larga scala e di queste dimensioni conferma quello che sapevamo: il vaccino del covid ha salvato milioni di vite”.
Interpellato da Abruzzoweb, il primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, commenta così lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Jama network open realizzato da Epi-Phare, centro di ricerca scientifica francese specializzato nella farmaco-epidemiologia, istituito nel 2018 dall’unione dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dal Fondo nazionale di assistenza sanitaria francese.
Lo studio di coorte, condotto in Francia dal 2021 al 2025, ha interessato una fascia di popolazione che generalmente incorre in meno rischi, proprio per evitare fattori confondenti, tra i 18 e 59 anni, divisi in due gruppi: il primo di 23 milioni di persone che hanno ricevuto i vaccini a mRna di Pfizer e Moderna, il secondo campione di 6 milioni di non vaccinati.
Valutando età, sesso, condizioni preesistenti, diabete, cancro, patologie cardiovascolari, deprivazione socioeconomica, questi i risultati in sintesi: n
essun aumento del rischio di mortalità a 4 anni nei vaccinati, sia per cause legate al Covid sia per altre patologie; riduzione del rischio di morte per Covid grave del 74% nei vaccinati rispetto ai non vaccinati; riduzione del rischio di mortalità per tutte le cause del 25%, con un’associazione simile anche escludendo le morti per covid grave.
Le cause principali di morte sono risultate essere il cancro, cause esterne e malattie cardiovascolari. In tutte queste categorie, i vaccinati morivano meno dei non vaccinati, e lo stesso dicasi per l’insorgenza di miocarditi o trombosi, che sono eventi avversi riconosciuti, seppur rari, dei vaccini mRna.
Nelle conclusioni dello studio gli autori osservano che “un nesso causale tra la vaccinazione a mRna e un aumento della mortalità a lungo termine appare altamente improbabile”.
Commenta dunque Grimaldi, che è anche capo dipartimento Medicina della Asl provinciale dell’Aquila, nonché presidente dell’Ordine dei medici dell’Aquila, che negli anni terribili dell’emergenza pandemica è stato in prima linea all’ospedale San Salvatore: “il covid come del resto tante malattie infettive scatenano fenomeni infiammatori importanti, cardine patologico dell’infezione da covid è la cosiddetta tempesta citochinica a livello dell’organismo che colpisce i vasi, in particolare i piccoli vasi, e favorisce fenomeni micro-trombotici. E dunque il vaccino attenuando l’infezione anche nel lungo periodo ha ridotto il rischio di complicanze, per esempio l’insorgenza di diabete e malattie cardiovascolari nei pazienti che contraevano il covid, come documentato un po’ da tutta la letteratura internazionale”.
Torna dunque a ribadire il primario: “andrebbe compreso che il vaccino del covid ha salvato milioni di vite, c’è stata una stima a livello internazionale che parla di una cifra di 15 milioni, come se avessimo salvato un Paese più grande dell’Olanda. Qui parliamo di risultati straordinari, resi possibili dalla scienza a beneficio dell’umanità. Poi è chiaro che i vaccini come tutti i farmaci possono avere controindicazioni. Pensiamo alla cardio-aspirina: è un farmaco che previene il rischio di trombosi, però in alcuni può anche sviluppare un’allergia, provocare una gastrite erosiva e altro ancora”.
Allo stesso modo con i primi vaccini, come AstraZeneca, non a tecnologia mRna, “si è evidenziato un rischio aumentato di fenomeni trombotici, però siamo sempre nell’ambito di una valutazione di rischi e benefici: la domanda è se abbiamo salvato più vite o no, e la risposta è univoca, noi abbiamo salvato tante vite“.
“Ma per cortesia, Jama network è una rivista di assoluto livello internazionale,
rispettatissima – sbotta Grimaldi -, lo studio è stato poderoso, su 29 milioni di persone, ha coinvolto tanti medici ed esperti. A volte certo ci sono degli studi che poi magari si rivelano errati, però se noi non crediamo all’autorevolezza di certe istituzioni, di certe riviste, senza uno straccio di prova, senza contrapporre dati ed evidenze, ma solo pregiudizi, allora possiamo mettere in discussione tutto, anche che la Terra non è tonda ma piatta. Ognuno può dire quello che vuole. Talvolta c’è purtroppo un approccio emotivo, antiscientifico, basato su esperienze personali, che fanno attribuire cose negative al vaccino, che però non c’entra assolutamente niente”.
Finché si è nell’ambito della legittima opinione ci può stare, siamo in democrazia, e anche la scienza può essere oggetto di critica, anche serrata e senza sconti. Il problema è però, anche per Grimaldi quando un no vax complottista come Robert F. Kennedy Jr. diventa segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti d’America.
“In questo caso, posizioni antiscientifiche possono fare molti danni. Kennedy Jr ha minato l’obbligatorietà dei vaccini, e come risultato è riuscito a far ripartire ad esempio l’epidemia di morbillo, dichiarata debellata negli Stati Uniti nel 202o, e questo ha provocato vittime”. Filippo Tronca
Lo studio: https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/






