L’AQUILA – Esplode la polemica all’Aquila dove sono in corso le celebrazioni per il 165esimo anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano.
Tra le strade del centro è stato allestito il villaggio dell’esercito che ha richiamato un gran numero di persone, complici le belle giornate che hanno accompagnato il ponte del primo maggio nel fine settimana, ma l’appuntamento, allo stesso tempo, ha alimentato un dibattito acceso in città: ad intervenire in modo netto, sui social, è stato in particolare il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci.
“In questo scatto a San Bernardino trovo un’ironia amara, che forse dice molto più di mille discorsi ufficiali – ha osservato Pietrucci – Un carro armato è parcheggiato con il cannone puntato proprio di fronte alla ex scuola De Amicis. Anche se quella frase non è scritta sulla facciata, ogni aquilano la porta incisa dentro: ‘Piccolo soldato dell’immenso esercito, i tuoi libri sono le tue armi’. Il punto non è la legittimità della festa, ma la decodifica di quello che stiamo vedendo. La realtà del mondo che ci circonda e la situazione geopolitica attuale non può esimerci dal guardare a questi strumenti con la gravità che meritano, non con la leggerezza di un evento ludico”.
“C’è stata un’epoca, nemmeno troppo lontana, in cui queste celebrazioni puntavano sulla rievocazione storica come monito di un costante lavoro per la costruzione di un processo di pace – ha aggiunto – Puntavano sulla dimostrazione della logistica umanitaria, delle mani che montavano ospedali da campo o che scavavano nel fango o tra le macerie. Oggi la narrazione è cambiata: quando trasformi i mezzi d’assalto in un’attrazione della domenica, stai compiendo un’operazione culturale pericolosa: stai normalizzando la guerra”.
“Il linguaggio narrativo è una struttura di pensiero – ha continuato il dem – Se svuotiamo le armi del loro peso tragico per renderle ‘pop’, togliamo ai ragazzi gli strumenti per capirne la complessità. Un bambino che sale su un cingolato con la naturalezza con cui salirebbe su un’altalena impara che la forza è intrattenimento. Ma un mezzo d’attacco non è divertente, è una responsabilità estrema che dovremmo aspirare, un giorno, a non dover più chiedere a nessuno di assumersi”.
“Proprio ora che L’Aquila è Capitale della Cultura, il contrasto tra quel metallo e l’ideale della De Amicis ci ricorda che la vera sicurezza di una Nazione non sta nella spettacolarizzazione della forza, ma nella solidità delle menti che sta crescendo. Onoriamo e rispettiamo chi ogni giorno indossa la divisa per proteggerci e aiutarci ma ricordiamoci che l’unica arma che costruisce un futuro dove gli eserciti non siano più necessari è quella che si sfoglia tra i banchi. Tutto il resto è una narrazione che abbiamo il dovere di decodificare, prima che diventi l’unica realtà possibile”, ha concluso.
Una riflessione che ha innescato una lunga scia di discussioni sui social, tra chi difende il messaggio della manifestazione ed esalta il ruolo dell’Esercito e chi invece sostiene la tesi espressa dal consigliere dem.
Polemiche che sono andate avanti anche oggi con lo stesso Pietrucci che è intervenuto con un commento ad uno dei post sul tema pubblicati dal quotidiano online Il Capoluogo scrivendo “Non se ne può più”, ricevendo una replica dalla stessa redazione: “caro consigliere, la prossima volta chiederemo a lei il permesso di seguire un evento e quanto spazio potremo riservargli!”. E infine, almeno per ora, la controreplica di Pietrucci: “Non c’è bisogno. Sono libero però di esprimere una mia opinione. Mica vorrete censurarmi?”.





