SULMONA – “Oggi a Sulmona l’offerta assistenziale è cresciuta molto, c’è un’ampia attività chirurgica che ha portato ad una maggiore attrattività invertendo la tendenza: se prima c’era una migrazione verso le regioni limitrofe, come il Lazio, per tantissime patologie, adesso in tante persone riscontriamo una rinnovata fiducia, un grande traguardo raggiunto grazie a una piccola rivoluzione alimentata da un approccio multidisciplinare, un costante aggiornamento e all’introduzione di nuove tecnologie”.

A dirlo, in un’intervista ad AbruzzoWeb, Cosma Cosenza, primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Sulmona.

Cosenza, che porta con sé un’esperienza lunga 40 anni nell’attività chirurgica, svolta anche in ospedali napoletani con importanti flussi assistenziali, oltre a 7 anni di comando in un reparto di Chirurgia oncologica addominale di un istituto dei tumori di Napoli diretto da chirurghi di grande esperienza, spiega: “Partiamo da un bagaglio che ci ha fornito un’ampia apertura mentale nel considerare l’intervento chirurgico multidisciplinare e soprattutto di affrontare delle complicanze che nel campo dell’oncologia sono all’ordine del giorno”.

“Questo periodo – sottolinea – racconta sicuramente un grande impegno sia mio personale che di tutta l’equipe, di tutto l’ospedale, perché penso che questi risultati di grande soddisfazione, così come li stiamo raggiungendo qui a Sulmona, sono solamente frutto di grande collaborazione tra tutti i reparti, come il reparto di Chirurgia, di Urologia, Medicina interna, Cardiologia, Anestesia e rianimazione”.

“L’offerta assistenziale che proponiamo varia dalla Chirurgia oncologica alla Chirurgia vaginale e ricostruttiva, all’Isteroscopia, alla Laparoscopia. Un’offerta molto vasta che comprende la terapia rigenerativa con il plasma arricchito, noto come PRP (Plasma Ricco di Piastrine), che utilizza i fattori di crescita del proprio sangue per trattare secchezza, atrofia, dolore, lichen scleroatrofico e per migliorare le possibilità di impianto in fecondazione assistita, stimolando la rigenerazione dei tessuti vaginali ed endometriali in modo naturale e minimamente invasivo”.

In generale, osserva Cosenza: “C’è una maggiore attrattività dal punto di vista chirurgico e per questo ringrazio tutti i medici che collaborano, nonostante il numero esiguo delle unità, che riescono a far fronte alle esigenze assistenziali. Ringrazio sicuramente la Direzione strategica della nostra Asl che ha creduto in noi e in un anno e mezzo ci ha fornito la possibilità di utilizzare tecniche innovative, acquistando un laporoscopio nuovo, un isteroscopio nuovo, dandoci la possibilità di poter procedere a interventi chirurgici sempre più avanzati”.

Tra gli obiettivi principali per l’ospedale: “quello che il punto nascita rimanga sempre aperto, perché nonostante la riduzione dell’attività di tipo ostetrico, in linea con il trend nazionale, è per noi strategico, soprattutto per il futuro, con l’avvento di nuovi colleghi. La nostra idea è quella di essere presenti ancora di più sul territorio e non solo in ospedale, ma estendere la nostra attività anche verso la Val di Sangro, quindi poter creare delle sinergie, portando il nostro know how come ginecologi, portando anche una parte chirurgica per quello che si potrà fare. Soprattutto dare una risposta assistenziale e fare in modo che dal punto di vista professionale nessuno si senta mai arrivato, ma stimolare quella curiosità, quella caratterizzazione professionale chirurgica che va verso il desiderio di accrescere sempre le conoscenze. Il medico non può permettersi di fermarsi, anche quando arriva a funzioni apicali, perché ha la necessità personale, ma anche professionale, di dover sempre andare avanti”.

“La prossima sfida, il vero valore aggiunto, sarà proprio fare in modo che questo trend, queste capacità, non vengano disperse e soprattutto rimangano nel territorio, perché penso che quando un medico le possiede vadano trasmesse a coloro che rimarranno nel territorio. Perché la medicina non deve essere un qualcosa di non trasmesso né trasmissibile, altrimenti si viene meno al giuramento di Ippocrate, il cui principio fondamentale è trasferire il sapere ai colleghi più giovani. Continuerò a muovermi in questa direzione e ne vado fiero, perché trasmettere il sapere agli altri, affinché questo sapere resti sul territorio, significa fare buona sanità”, conclude.