L’AQUILA – “È una vera e propria manovra finanziaria alternativa quella che il Patto per l’Abruzzo ha presentato nel maxi-emendamento al Bilancio regionale ‘Disposizioni urgenti a sostegno del rilancio della Regione Abruzzo’. Un documento programmatorio e di indirizzo politico, come ha precisato in conferenza stampa il capogruppo di opposizione Luciano D’Amico, che intende restituire alla Regione la funzione strategica che le compete nella gestione delle risorse pubbliche”.
È quanto si legge in una nota dei gruppi di opposizione che compongono il Patto per l’Abruzzo in Consiglio regionale.
“Il centrodestra continua a considerare il Consiglio regionale un organo di gestione – spiegano i consiglieri di opposizione a fine seduta – svilendo la sua funzione legislativa di programmazione e di indirizzo politico. Con il nostro maxi emendamento, che la destra ha respinto, abbiamo chiesto il rifinanziamento di provvedimenti essenziali, la garanzia di trasparenza nell’uso dei fondi pubblici e prospettive chiare per il futuro”.
“Una presa di posizione che contrasta la linea della maggioranza, giudicata dall’opposizione priva di visione strategica e orientata solo a tamponare situazioni di crisi aperte da sette anni di malgoverno”.
“Dal documento contabile che ci hanno presentato – continuano – non emerge alcuna idea di governo per la Regione e nessuna strategia per il futuro dell’Abruzzo. Non si evince, ad esempio, come intendano strutturare la sanità, quale sia la politica economica regionale o cosa vogliano fare sul turismo, mentre l’agricoltura è abbandonata a se stessa. In sintesi, non c’è una sola voce che abbia carattere programmatico e che cerchi di risolvere i reali problemi della Regione: dai servizi essenziali, come sanità e trasporti, fino alle politiche di sviluppo”.
“È gravissimo che anche in questo bilancio non ci sia alcuna indicazione sulla sanità. Dopo anni di piani di risanamento disattesi, il disavanzo è esploso e la risposta del centrodestra è farne pagare il costo ai cittadini e alle fasce più deboli. È inaccettabile. Il maxi-emendamento dell’opposizione non è solo un atto politico, ma una proposta di riequilibrio economico. In un contesto di bilanci regionali compressi dall’aumento dei costi sanitari e dalla riduzione degli altri capitoli, la mancanza di programmazione strategica rischia di generare effetti moltiplicativi negativi. Per questo abbiamo voluto mandare segnali concreti: dal ripristino dei fondi per realtà culturali come il Marrucino, alla tutela delle emergenze socio-sanitarie, al sostegno ai familiari dei malati oncologici e trapiantati costretti a spostarsi fuori regione, alla protezione civile, alla bottega scuola per l’artigianato, agli eventi culturali e al rifinanziamento del Fondo unico per la pesca e così via”.
“La manovra finanziaria regionale dovrebbe essere orientata a generare crescita e non solo a coprire falle. Questo significa programmare investimenti in infrastrutture, innovazione e capitale umano, anziché limitarsi a logiche di spesa corrente. Abbiamo indicato una direzione che intendiamo continuare a perseguire: ricostruire un tessuto economico e sociale che la maggioranza sembra ignorare”, concludono.





