L’AQUILA – “Un primo importante passo nella direzione di un riequilibrio che deve necessariamente tenere conto delle diversità territoriali. Sono stati ascoltati i nostri appelli, ristabilendo così un principio di buon senso e dimostrando al contempo che i debiti non sono frutto di inefficienze o sprechi perché fare sanità in alcune aree è più costoso, occorre quindi rafforzare i finanziamenti per garantire livelli minimi assistenza e una sanità più equa”.
Ad esprimere soddisfazione per il nuovo criterio adottato dalla Regione nel riparto del Fondo sanitario regionale (Fsr) è Alessandro Grimaldi, presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia dell’Aquila, componente del Comitato Centrale della Fnomceo.
Superato il calcolo in base ai residenti – contestato in particolare dai direttori generali della Asl provinciale aquilana, Ferdinando Romano, e della Asl provinciale di Chieti, Thomas Schael – la Regione Abruzzo, con delibera di Giunta dello scorso 19 febbraio, su proposta dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, ha stanziato ulteriori risorse destinando all Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila 18.821.550 euro, alla Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti 9.611.004 euro, alla Asl 3 Pescara 4.405.044 euro e Asl 4 Teramo 7.208.253 euro.
Per la prima volta la provincia aquilana, con i suoi 6 ospedali e oltre 70 punti di erogazione, ha ottenuto risorse importanti nell’ambito della ripartizione dei fondi. Il criterio applicato “è quello di valorizzare adeguatamente la componente territoriale alla luce delle differenze morfologiche esistenti, richiamando anche quanto previsto dal DM77 che, specificatamente, per la distribuzione delle somme dispone di tener conto delle aree disagiate”, ha rimarcato il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia, che ha lavorato con l’assessore regionale proprio per ridefinire i parametri.
“Siamo molto soddisfatti di questo passaggio che raccoglie quelle che sono state fino ad oggi le nostre osservazioni, scaturite in maniera unitaria anche nel corso del primo Consiglio dell’Ordine dei Medici”, sottolinea Grimaldi, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila e capo dipartimento medicina della Asl provinciale, che da poco eletto presidente dell’Ordine, per la prima volta, lo scorso 18 gennaio, ha scelto di convocare la riunione a Castel Di Sangro dando il via, in concomitanza dell’insediamento, al primo ciclo di incontri nelle aree interne.
Grimaldi, eletto il 29 settembre scorso, con il voto di 2.973 medici della provincia, oltre il 53% del totale, a capo della lista “Integrazione Ospedale Territorio”, ha da subito premuto per “un maggiore impegno a tutela della sanità e del diritto alla salute dei cittadini delle aree interne”.
E oggi spiega: “La Regione ha capito che bisognava inserire tra i criteri di finanziamento non solo la quota capitaria ma anche l’estensione territoriale, che occorre tenere conto della complessità dei servizi e di una serie di parametri come numero il numero di ospedali da gestire e i punti di erogazione, altrimenti si rischia di far parti uguali fra disuguali”.
“L’Abruzzo – aggiunge – ha realtà territoriali molto diverse, fare sanità sulla costa o sull’area metropolitana è verosimilmente meno difficoltoso rispetto alle aree montuose, per questo i costi sono più alti. Ma non possiamo abbandonare i cittadini delle aree interne, dobbiamo essere in grado di garantire adeguata assistenza a tutti, assicurare quei diritti fondamentali che quando vengono a mancare oltre ai notevoli disagi conducono allo spopolamento”.
“Sono state ascoltate le nostre richieste e per questo ringrazio, tra gli altri, il consigliere Verrecchia. Auspichiamo che i fondi per il nostro sistema sanitario possano essere ulteriormente implementati a beneficio delle nostre comunità”, conclude Grimaldi.






