L’AQUILA – “Addetti al Cup della Asl della provincia dell’Aquila sotto organico e con problemi di connesione a internet, mentre i pazienti aspettano il loro turno in media due o tre ore all’esterno esposti a vento, pioggia e neve”. A denunciarlo in una nota, per conto proprio dei lavoratori in appalto assegnati al Cup, sono Andrea Frasca e Alessandra Marchionni del sindacato Filcams Cgil L’Aquila.
Gli addetti al Cup, ma anche quelli del call center dell’azienda sanitaria, insieme ai rappresentanti del sindacato sono stati ascoltati oggi nlla commissione Politiche sociali, culturali e formative del consiglio comunale aquilano. “Le condizioni lavorative in cui gli stessi operano non sono dignitose e sono inaccettabili, con gravi ripercussioni sul corretto funzionamento dei servizi e, per l’effetto, sull’utenza che, al momento, per effettuare una prenotazione, è costretta ad attendere, in media, due o tre ore in presenza, presso il Cup, e fino ad un’ora al telefono”, si spiega nella nota.
“Più specificamente, mentre il personale del call center, proprio in questi giorni, grazie all’impegno della Cgil, tramite la mobilitazione e la costante interlocuzione con le lavoratrici e con i lavoratori, è stato trasferito in locali idonei siti nelle immediate vicinanze dell’ospedale, rimangono attuali le problematiche relative ai luoghi di lavoro del personale impiegato presso il Cup. Questi lavoratori e queste lavoratrici, infatti, già costretti ad operare sotto organico e senza smart working, operano presso postazioni di lavoro inadeguate e con la connessione internet che non funziona come dovrebbe, implicando un grave ritardo nell’esecuzione delle prestazioni fornite all’utenza. Ritardo che, viste le dimensioni contenute dei locali che ospitano il CUP, determinano file interminabili che costringono i cittadini e le cittadine, in massa, ad attendere fuori dallo stabile. E ciò anche a causa del fatto che, anche presso i distretti, il numero degli operatori e, di conseguenza, il numero di ore nelle quali i distretti sono aperti, non sono sufficienti a soddisfare le richieste dell’utenza”.
Si legge ancora nella nota diffusa dalla Filcams Cgil: “Tali condizioni di lavoro causano, da un lato, forte disagio ed incertezza ai lavoratori e alle lavoratrici coinvolti e, dall’altro, notevoli ritardi nell’adempimento delle prestazioni a danno dell’utenza che, esasperata da attese estenuanti, anche all’aperto, spesso riversa il proprio malcontento sugli stessi operatori e operatrici, già allo stremo e privi di un servizio di vigilanza all’uopo preposto”.
Quindi l’appello: “E’ necessario che la Asl 1 si adoperi per risolvere immediatamente questa situazione ormai insostenibile, a salvaguardia del diritto al lavoro degli operatori e delle operatrici del Cup e del call center e del diritto dei cittadini e delle cittadine di fruire di un servizio sanitario pubblico basato sui principi di equità, universalità e gratuità. La Cgil continuerà a battersi per il lavoro stabile, sicuro e di qualità e, per l’effetto, per il buon andamento del sistema sanitario pubblico, a tutela di tutto il personale che, da anni, si spinge oltre le proprie possibilità per sopperire alle innumerevoli carenze e per garantire il diritto alla salute dei cittadini e delle cittadine”.






