L’AQUILA – Nuova tegola sul presidente del Consiglio regionale abruzzese, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, già in gravi difficoltà politiche e gestionali in questa prima parte della dodicesima legislatura: l’Associazione nazionale anti corruzione (Anac) in un parere chiesto dagli stessi vertici amministrativi dell’Assemblea regionale ha decretato la inconferibilità dell’incarico di dirigente capo di gabinetto della Presidenza nei confronti del suo fedelissimo Bruno De Felice, da molti anni praticamente l’ombra del riconfermato capo della più importante assise regionale.

Secondo l’Anac, De Felice che il 25 novembre scorso ha firmato con il Consiglio regionale un contratto da circa 130mila euro lordi l’anno, non avrebbe potuto assumere quel ruolo perché già presidente della Fondazione Consiglio regionale Eventi (Crea), ente privatistico ma controllato e finanziato dal pubblico creato in seno all’Ufficio di presidenza alla fine del 2023 e finito nei giorni scorsi sotto un mucchio di polemiche in quanto stando alle opposizioni di centrosinistra e larga parte della riconfermata maggioranza di centrodestra guidata dal presidente, Marco Marsilio, di FdI, si tratta un “giocattolo” con un ampio margine di autonomia, con facoltà di gestire ingenti risorse per cultura ed eventi con affidamenti diretti (quando il codice degli appalti lo prevede ndr), di fatto in mano al presidente del Consiglio regionale e dell’assessore regionale alla Cultura e al Sociale Roberto Santangelo.

Ed è caos ed imbarazzo in seno alla politica abruzzese: la vicenda è infatti destinata ad infuocare ancora di più il clima della politica regionale, soprattutto nella litigiosissima maggioranza, che si appresta a cominciare la delicata e complessa sessione di Bilancio.

Oggi alle 12, poi, affronterà la scottante tematica proprio l’Ufficio di Presidenza in una riunione che si annuncia ad altissima tensione nel corso della quale Sospiri e gli uffici del Consiglio potrebbero presentare un documento per mettere una pezza a colori a quella che viene considerata una frittata frutto di una vera e propria leggerezza.

Una brutta questione che secondo quanto si è appreso, nonostante il parere Anac non sia vincolante e sia impugnabile, potrebbe portare anche a sanzioni per i responsabili: per Sospiri, come proponente con un decreto di nomina, la impossibilità ad effettuare nomine, un bel guaio per la maggioranza visto che è impegnato a completare i decreti sulle partecipate dopo il sofferto accordo in maggioranza.

A denunciare l’ennesimo passo falso del politico pescarese, coinvolto in due inchieste della Procura della repubblica di Pescara, il consigliere regionale del Pd Sandro Mariani, presidente della commissione di Vigilanza, uomo forte della opposizione di centrosinistra il quale parla di “tracotanza di Sospiri”, e che dai buoni rapporti nella passata legislatura è diventato una spina nel fianco del presidente attaccato duramente più volte negli ultimi tempi “per non essere all’altezza di gestire l’Assemblea”.

Ricordiamo che il parere dell’Anti Corruzione è facoltativo ma è certo che ha suscitato un’altra bufera sull’ormai ex uomo forte della politica abruzzese in caduta libera dopo la riconferma “forzosa” alla guida dell’Assemblea nell’aprile scorso, esordio del centrodestra al secondo storico dopo il trionfo alle elezioni del 10 marzo scorso. Una elezione sfilata all’ultimo momento proprio a Santangelo ed avvenuta per la prima volta nella storia della Regione con il solo voto della maggioranza neppure compatta nelle prime violazioni a scrutinio segreto.

“L’Anac – spiega Mariani ad Abruzzoweb – deve evidentemente nutrire perplessità nei confronti delle nomine dei Capi di Gabinetto negli enti governati dal centro-destra in Regione Abruzzo. Ci sarebbe quasi da ridere per questo accanimento dell’Associazione nazionale Anti corruzione sulla Regione Abruzzo, se la questione non fosse seria e dimostrazione di arroganza. L’ultimo esempio è il caso del neo Dirigente Capo di Gabinetto del Presidente Lorenzo Sospiri. Il neo dirigente, già presidente della Fondazione Consiglio Regionale Eventi (Crea), secondo l’Autorità non può svolgere l’incarico che gli è stato assegnato. Questo perché un Capo di Gabinetto, trattandosi di personale di diretta collaborazione, non può avere competenze gestionali, come stabilito dall’Anac in un parere reso il 28 novembre 2024 al Consiglio Regionale (parere n. 4910/2024, pubblicato sul sito ANAC). Parere, peraltro, emesso tre giorni dopo la sottoscrizione di un contratto da 130.000 euro lordi annui”.

Mariani annuncia “la verificare della compatibilità del doppio incarico con le normative sul cumulo degli incarichi in commissione di Vigilanza” e la eventualità di segnalare ancora la vicenda, in particolare sulle misure adottate da Sospiri per contrastare il pronunciamento, e alla Corte dei conti”.

In riferimento a questo pastrocchio “cosa fa – tuona ancora Mariani – il Presidente Sospiri di fronte a questa situazione? Invece di rivedere la nomina, propone di modificare la delibera iniziale dell’Ufficio di Presidenza per ridurre le competenze del Capo di Gabinetto, con una delibera preparata in fretta e furia per sanare l’inconferibilità dell’incarico”.

“Non è una questione personale nei confronti del Capo di Gabinetto, persona che conosco da anni e il cui lavoro rispetto – prosegue il dem -. Tuttavia, quanto accaduto è emblematico della tracotanza del Presidente del Consiglio Regionale, che concentra incarichi apicali sulla stessa persona e modifica le “regole” in corsa per giustificare le proprie scelte censurate dall’autorità nazionale anticorruzione”.

La nuova bufera coinvolge anche gli Uffici: secondo quanto si è appreso, a chiedere il parere all’Anac, sarebbe stato, una volta emersi dei dubbi, il dirigente Michela Leacche, nella sua veste di responsabile dell’Anti corruzione.

Successivamente, la stessa Leacche, una volta assunto l’incarico di direttore amministrativo sostituendo lo storico dirigente Paolo Costanzi,  ora capo Dipartimento Cultura e Sociale, ha firmato la determina di nomina di De Felice, poi trasformato in contratto dagli uffici.

Secondo quanto si è appreso, il neo direttore nel suo documento avrebbe scritto che non ci sarebbe stata la inconferibilita’.

Poi, la doccia fredda del parere che peraltro non girerebbe negli uffici del Consiglio regionale pur essendo pubblicato sul sito dell’organismo. Fonti interne alla struttura consiliare, sottolineano che Leacche avrebbe agito ancora con la doppia veste: direttore e responsabile Anti corruzione per il quale, emerge, dovrebbe passare la mano.

Intanto, Mariani rincara la dose contro Sospiri, sempre più sotto attacco anche se tardivamente dal centrosinistra visto che la Fondazione è nata un anno fa, e soprattutto isolato nella maggioranza che mal sopporta le sue “invenzioni”.

“A questo punto – attacca ancora Mariani -, come Commissione di Vigilanza, intendiamo approfondire anche le attività della Fondazione Crea, per verificare la compatibilità del doppio incarico con le normative sul cumulo degli incarichi. La stessa normativa, ricordiamolo, che ha già posto sotto i riflettori dell’Anac il Presidente di Abruzzo Progetti e Capo di Gabinetto del Sindaco de L’Aquila. Inoltre, valuteremo se segnalare l’intera vicenda all’Anac e alla Corte dei Conti, per fare luce su tutte le conseguenze dell’assegnazione di un incarico che la legge definisce inconferibile”.

E chiude con una lezione di etica politica ed amministrativa: “Rimane un solo punto fermo: l’utilizzo dei fondi pubblici e il rispetto delle regole non possono essere soggetti ad interpretazioni arbitrarie o superficiali. La trasparenza e la legalità devono prevalere, soprattutto in istituzioni che hanno il dovere di essere d’esempio per i cittadini”. (b.s.)