PIZZOLI – I correntisti della banca Etruria di Pizzoli (L’Aquila) che hanno perso tutti i risparmi dopo il decreto Salva banche del Governo, lanciano l’operazione “Bank run”, “via dalla banca” e ritirano tutti i risparmi depositati presso l’istituto di credito toscano e presso tutte le altre banche “per trasferirli all’estero”.

La clamorosa protesta del comitato Difesa risparmiatori Banca Etruria è iniziata stamattina, quando circa 50 risparmiatori aquilani si sono riuniti fuori la filiale di Pizzoli, occupando simbolicamente la banca con un cartello al collo per chiudere i loro conti correnti, con l’intenzione di trasferire i loro residui risparmi all’estero.

La simbolica occupazione della filiale si è svolta senza alcun momento di tensione. Gli impiegati della banca hanno continuato a lavorare, senza però rilasciare dichiarazioni.

ll comitato conta oltre 1500 obbligazionisti e azionisti beffati dal decreto del Governo che ha salvato oltre all’istituto di credito toscana anche Banca Marche, Carichieti e CariFerrara. 

Sono oltre 5 mila invece, secondo alcune stime, i risparmiatori abruzzesi che hanno perso tutto. 

La “bank run” arriva dopo la mancata approvazione del decreto che avrebbe consentito un rimborso annunciato in pompa magna proprio all’Aquila dal viceministro all’Economia Enrico Zanetti.

“Ci stanno prendendo in giro – tuona Amedeo Gregori – meglio che non vengano piu politici come Zanetti a fare penose passerelle politiche, a dirci che il governo ha cambiato filosofia, basta menzogne. Vogliamo portare via i soldi da tutte le banche, non solo da Etruria, per depositarli all’estero. Non ci fidiamo più delle banche italiane. Il sistema bancario non ci dà nessuna garanzia sulla sicurezza dei depositi, per questo prendiamo tutti i soldi e chiudiamo tutti i conti”. 

“L’intenzione è che tutti gli aderenti al comitato facciano questa scelta di trasferire i risparmi all’estero – aggiunge – Preleveremo i contanti e li porteremo in Svizzera, Londra, Qatar o dovunque ci sia rispetto per i risparmiatori. I nostri soldi non transiteranno più per le banche italiane”.

“Se un sistema bancario non trova 330 milioni per rimborsare 10.500 piccoli risparmiatori truffati, c’è da preoccuparsi. I soldi non ci sono e ci vogliono dividere”, aggiunge il presidente del comitato dei risparmiatori beffati Domenico Ioannucci.

“Un mese fa – dice Massimiliano Angelucci – il presidente della Banca d’Italia ci ha definito analfabeti finanziari, lui che dovrebbe essere il garante dei nostri risparmi. Per non sapere né leggere né scrivere i pochi soldi che ci hanno lasciato li porto via”.