L’AQUILA – “Che vi sia una ripresa lo dimostra il fatto che tutta l’ala dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila riservata al covid è satura e quindi stiamo predisponendo altri posti. Bisogna subito intervenire per circoscrivere questi focolai, non dobbiamo abbassare la guardia e mantenere le mascherine e l’opportuno distanziamento sociale soprattutto in luoghi chiusi e affollati”.

Così il il primario di malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, sull’aumento dei contagi degli ultimi giorni in Abruzzo, in particolare nelle zone interne.

“Al momento sono occupati otto – nove posti, finora abbiamo avuto al massimo quattro pazienti, per questo ne stiamo riallestendo altri in vista di un possibile aumento di casi dovuti alle risultanze dei tamponi fatti a persone tornate dalla ferie che sono stati coinvolti in focolai – spiega ancora il virologo -. In vista dell’autunno, speriamo di non avere un aumento dei casi, ma comunque bisogna prepararsi: è importante avere di nuovo strutture pronte ad ospitare pazienti guariti ma non ancora negativi per evitare l’intasamento e il collasso della strutture ospedaliere, come fatto nei mesi della emergenza con l’hotel Cristallo a Fonte Cerreto, soluzione che dopo piccoli problemi iniziali, ha funzionato bene”.

“Questo per liberare posti dal costo elevato e preziosi per i malati gravi. Abbiamo poi necessità che la Regione ci autorizzi a montare la terza Tac riservata al covid e poi dobbiamo implementare il numero di tamponi giornalieri – continua Grimaldi – Al momento abbiamo vantaggi perché abbiamo una conoscenza maggiore del virus e una diagnostica più rapida legata anche a tamponi più veloci, quindi, si interviene in meno tempo e con trattamenti più efficaci soprattutto per gli anziani con comorbidità e le persone con i sintomi sulle quali in passato si interveniva troppo tardi”, conclude il primario aquilano.