L’AQUILA – Un Monumento realizzato dall’artista aquilano Valter Di Carlo che raffigura il compianto Giuseppe nel pieno della sua forma fisica terrena intento ad accarezzare sua figlia, la piccola Michelle, con al fianco un wakeboard, la tavola che si utilizza sia per lo sci d’acqua sia per lo snowboard, a rappresentare il mare e la neve e la montagna, le sue grandi passioni.
Sarà inaugurato sabato prossimo il toccante Monumento alla memoria di Giuseppe Ioannucci, il noto e stimato imprenditore aquilano, scomparso prematuramente sul Gran Sasso per un malore il 25 aprile dello scorso anno. La cerimonia è prevista per le ore 16,30 a San Vittorino, frazione del comune dell’Aquila, nello spazio antistante la moderna sede aziendale, Autodemolizioni San Vittorino, che Giusepppe, insieme ai fratelli Domenico e Christian, ha contribuito a costruire.
A volere questo ricordo “indelebile” è stata proprio la famiglia Ioannucci ad un anno dalla morte del 47enne imprenditore: la cerimonia era stata programmata per il 25 aprile ma è stata rinviata a causa del blocco causato dalla emergenza coronavirus.
“Più passa il tempo e più il vuoto lasciato da Giuseppe diventa incolmabile – spiegano i familiari -. Questo Monumento ci farà sentire più vicina la sua presenza e il suo esempio dandoci le motivazioni ad andare avanti”.
L’indimenticato Giuseppe, appassionato di sport e di montagna, si era sentito male mentre stava tornando a valle con la sua tavola da sci dopo aver rinunciato ad una escursione ad alta quota proprio perché aveva accusato problemi allo stomaco. La sua morte, improvvisa considerando che si trattava di una persona in perfetta salute e che curava la forma fisica nei minimi particolari, ha gettato nella disperazione la famiglia e una intera comunità che aveva apprezzato le doti umane non comuni.
La famiglia Ioannucci, oltre ai fratelli e alla piccola Michelle, la moglie Sara e la mamma Ivana, lo scorso 25 aprile, nel primo anniversario, in pieno lockdown, avevano affidato a Fb un toccante ricordo del loro caro: “A Giuseppe. È trascorso un anno da quel giorno e tu, Giuseppe, hai visto ognuno di noi, ogni giorno alle prese con lo stesso dolore, ogni giorno tormentato dai mille perché, ogni giorno, alla ricerca di un tuo sguardo, ogni giorno, alla ricerca della tua voce, ogni giorno, alla ricerca del tuo sorriso, ogni giorno, a cercare di dare un senso alla giornata, ogni giorno, alla ricerca di quella forza che trasmettevi nel quotidiano, ogni giorno, a provare di fare qualche cosa per ringraziarti, ogni giorno, a pregare per te, ogni giorno, a provare a immaginare a come potevamo essere diversi e a come sarebbero stati diversi i luoghi che amavi: soprattutto Sara, a come sarebbe stato vivo il suo sguardo e vive le sue giornate, soprattutto Michelle a come non sarebbero stati smarriti i suoi occhi e a come non sarebbero stati, ogni sera, alla ricerca di quella stella, soprattutto mamma Ivana a come avrebbe continuato ad essere la leonessa di sempre. Soprattutto tu, Giuseppe, in questi 365 giorni hai visto la tua famiglia ferma a quel giovedì”.




