AVEZZANO – Nessun contagio, né tra i 110 ospiti, né tra gli oltre 50 addetti. Grazie “a misure di prevenzione adottate tempestivamente e alla chiusura all’esterno disposta già il 12 marzo, all’insorgere dell’emergenza coronavirus, ai tamponi e monitoraggio constante del personale”.

Accade alla residenza anziani e residenza sanitaria assistenziale della casa di Cura Ini di Canistro, in provincia dell’Aquila come riferito ad Abruzzoweb dal direttore sanitario, Giampiero Orsini, medico igienista, a poche ore dai tamponi effettuati ancora una volta al personale, che hanno confermato nella totalità dei casi esito negativo.
Una situazione In controtendenza rispetto a tante rsa ed residenze per anziani in Italia, Lombardia, e anche in alcuni casi in Abruzzo, focolai di contagi, e dove molti anziani ospiti hanno perso la vita. Tanto che sono in corso indagini della magistratura. Ha scampato il pericolo anche la casa madre del gruppo Ini, a Grottaferrata nel Lazio, dove si sono registrati fino a metà aprile una quindicina di casi postivi tra i 450 dipendenti, tutti immediatamente posti in quarantena, tanto che ora il numero dei contagi è stato azzerato, e l’allarme rientrato.

“La mossa decisiva – spiega il dottor Orsini – è stata quella di chiudere le porte della nostra ra ed rsa dal 12 marzo, per tutelare rispettivamente i nostri 50 e 60 ospiti. Nessuno tra parenti e visitatori da qual momento ha potuto avere accesso. Abbiamo contestualmente organizzato collegamenti video tra i ospiti e i familiari Un’iniziativa molto apprezzata che è stata molto importante dal punto di vista psicologico, per contrastare la sensazione di isolamento”. 

Ancor prima, tutto il personale è stato dotato di  dispostivi di protezione, ovvero di mascherine, guanti occhiali calzari e camici monouso. Sottoposto ad ogni inizio turno a misurazione della temperatura tramite termo-scanner. E a tamponi periodici, gli ultimi il 22 e 23 aprile. 

“Abbiamo anche provveduto alla sanificazione costante dei locali- prosegue Orsini -, con i detergenti prescitti dall’Istituto superiore della sanità. Misura che insieme alle altre ci ha consentito finora di superare indenni l’emergenza. L’importante sarà a questo punto non abbassare in nessun modo la guardia nei prossimi mesi”. 
Nessun problema e nessun contagio nemmeno nella clinica privata della Ini a Canistro, che ha trenta posti letto accreditati in ortopedia, e altri 75 in regime privatistico, e dove lavorano 90 dipendenti. A seguito delle disposizioni del governo e della Regione, alla clinica si effettuano solo interventi d’urgenza e indifferibili, sospese tutte le altre prestazioni. Anche la Ini ha dato disponibilità ad offrire una settantina di posti letto per ospitare pazienti non covid ricoverati negli ospedali pubblici, come consente ora l’ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio dell’8 aprile coinvolgere le case di cura private accreditate della Regione Abruzzo nell’emergenza coronavirus, concludendo con esse “accordi di collaborazione” validi per due mesi, per poter trasferire i pazienti no covid dagli ospedali pubblici, da sottoporre anche a interventi chirurgici, per curare pazienti covid, ed anche per ospitare pazienti covid in ripresa dopo la fase acuta ma non dimissibili. (f.t.)