PERUGIA – “Una cura immediata per la ripresa economica dell’Italia può arrivare dal più grande cantiere d’Europa, già finanziato, la ricostruzione post-terremoto 2016”. 

Si dice convinto di questo Vincenzo Bianconi, consigliere regionale dell’Umbria che si definisce “imprenditore (di Norcia, ndr.) prestato alla politica”. 

Rivolgendosi ai presidenti delle quattro Regioni colpite dal terremoto nel 2016, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e al commissario straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, Bianconi spiega: “Abbiamo nelle nostre mani una grande occasione da sfruttare: sbloccare, con pochi efficaci provvedimenti, i cantieri per generare in tre anni circa 2,6 miliardi di euro di fatturato potenziale, al quale andrebbe aggiunto l’indotto ed il beneficio sui consumi indiretti in tutti i settori”. 

“Negli uffici della ricostruzione regionale – prosegue – ciascun istruttore di pratiche, ogni anno, mediamente autorizza cantieri e contributi per circa 4-5 milioni di euro. Il costo medio lordo annuale per istruttore è di circa 40-45 mila euro. Un investimento per regione di 1 milione di euro l’anno per tre anni farebbe assumere circa 22 nuovi istruttori. Un investimento di 3 milioni di euro per tre anni genererebbe un fatturato nel settore dell’edilizia di circa 330 milioni di euro per regione. Se la cifra fosse raddoppiata – spiega il consigliere regionale umbro – ripartendola in parti uguali tra Regioni e Stato, si arriverebbe a 24 milioni di euro di investimenti per l’assunzione di 571 istruttori, i quali genererebbero in tre anni circa 2.640 milioni di euro di fatturato. Considerando poi che il commissario starebbe lavorando alla messa a punto di una nuova ordinanza che potrebbe semplificare l’iter burocratico di approvazione e concessione del contributo per alcuni progetti sotto certe soglie, il ritorno di un eventuale investimento fatto da Stato e Regioni potrebbe diventare ulteriormente performante. Si potrebbe azzardare – afferma Bianconi – una previsione di un +132% come beneficio generato da un investimento di 24 milioni in 3 anni che produrrebbe per l’economia reale diretta oltre 3.168 milioni di euro”. 

“Dobbiamo agire immediatamente e in modo coordinato – osserva – ad ogni livello di governo, superando inutili strumentalizzazioni partitiche, nell’interesse esclusivo del Paese”.