L’AQUILA – Quello che fino a qualche giorno fa era uno scontro sotterraneo e strisciante, oggi sta venendo prepotentemente a galla. La polemica politica deflagra anche sul coronavirus coinvolgendo anche due big aquilani del centrodestra che governa la Regione, manco a dirlo di Fratelli d’Italia e della Lega, eterni rivali nella maggioranza regionale di centrodestra: al centro delle polemiche l’assessore regionale al Bilancio e al Patrimonio, l’ex vice sindaco dell’Aquila Guido Liris, di Fratelli d’Italia, dirigente medico della Asl provinciale dell’Aquila, da giorni in prima linea all’ospedale del capoluogo regionale in tutte le operazioni strategiche e di gestione delle donazioni e degli arrivi di medicine e dispositivi di sicurezza.

E più che nella sua veste di medico che di amministratore regionale.

La sua azione non è passata inosservata oltre a creare mugugni in seno alla giunta regionale visto che la delega alla sanità è controllata dalla Lega con Nicoletta Verì: ma ad aprire la polemica pubblica è stata una nota del consigliere comunale dell’Aquila di Articolo 1 Giustino Masciocco che ha invitato l’ex collega in consiglio comunale a dare il cambio a medici ormai sfiniti anziché presenziare a scarico di medicine e donazioni e postare foto su Fb su queste fasi e con il direttore generale, Roberto Testa.

Poi, sempre su Fi, è stato il collega di Giunta regionale, il vice presidente, Emanuele Imprundente, della Lega, come Liris ex assessore comunale dell’Aquila, fino alle elezioni alla Regione il 10 febbraio del 2019, il quale su Fb ha scritto che la politica deve stare lontana dalla sanità.

Pur senza fare il nome è chiaro il rifermento all’assessore al Bilancio. E non è mancata la replica di Liris, sempre con un post al vetriolo su Fb. 

Come Imprudente, senza fare nomi ma con la evidente volontà di rispondere agli attacchi.

“Sono costretto, mio malgrado, a distogliere una piccola parte dell’attenzione prestata sinora all’Emergenza Coronavirus per una breve, amara, considerazione. Da alcuni giorni c’è chi, evidentemente non sapendo come trascorrere adeguatamente la quarantena pur avendo incarichi pubblici, attacca il mio operato. Dapprima sostenendo che sia troppo ‘politico’ e, poi, sostenendo che abbia lo scopo di guadagnare visibilità o consenso – scrive – Sorvolando sulla opportunità di innescare uno scontro politico in frangenti come questi, in cui tutto il Paese è impegnato in una lotta strenua e dolorosa, faccio sommessamente notare che ho dedicato tutta la mia vita ai temi della Medicina e della Sanità. Ho studiato per questo, e ho dato anima e corpo ogni qualvolta che, da amministratore, mi è stato sottoposto un problema in questo ambito. Mi sembra surreale pensare che qualcuno, ora, possa chiedermi di tirarmi indietro. Ora che c’è una Nazione in ginocchio e una Regione che combatte strenuamente in maniera sempre più difficoltosa”. 

“E’ surreale pensare – prosegue Liris – che sulla pelle delle persone, sul dolore della gente e sulla fatica di medici, infermieri e operatori socio-sanitari, c’è chi possa costruire una qualche forma di consenso. Da domani continuerò, imperterrito e con ancora maggiore forza, senza sosta, a contare le mascherine, a lavorare per reperire i dispositivi di protezione per proteggere il personale sanitario, a verificare la disponibilità dei farmaci, a fare tutto ciò che è necessario per aumentare la disponibilità di posti letto, a stare accanto in ogni modo ai colleghi impegnati in prima linea. Questa è l’unica politica che conosco, quella del servizio. Forse è proprio il contrario, forse è chi mi attacca che, oggi, cerca una sciocca e inutile visibilità”.

Una replica chiara agli attacchi sferrati prima da Imprudente, e poi dal consigliere comunale di opposizione dell’Aquila Masciocco.

Il salviniano si era affidato a un post sibillino su Facebook: “La politica stia lontano dalla sanità. Le istituzioni devono essere a totale disposizone delle necessità che vengono da questo mondo che non smetterò mai di ringraziare. Chi non se la sente si metta da parte”.

Masciocco, dal canto suo, era stato ancora più duro: “Per alcuni amministratori, anche in una fase come questa prende il soppravvento il cinismo politico che porta all’apparire, al sembrare di essere in prima linea contro la pandemia, voler dimostrare di avere delle competenze che invece sono delegate ad altri, per poi poter dire ‘io c’ero’. Per questo motivo mi permetto di fare un appello all’assessore al bilancio della Regione Abruzzo: caro Guido, per qualche giorno non è necessaria la tua presenza mentre si montano le tende davanti al pronto soccorso, per qualche giorno lascia stare le foto nell’ufficio del direttore generale della Asl, per qualche giorno non presenziare alla consegna delle mascherine alle farmacie. per qualche giorno sarebbe più utile e opportuno che tu potessi indossare il camice bianco da medico quale sei e dare il cambio a qualche tuo collega stremato”.