L’AQUILA – La Lega è all’angolo: non c’è ancora una linea comune e condivisa su alcune questioni di grande impatto mediatiaco sul tavolo da mesi, sulle quali da tempo c’è divergenza con gli alleati Fdi e Fi. 

Domani mattina, a Pescara, il partito azionista di maggioranza della coalizione di centrodestra, si riunirà per stabilire la strategia da tenere nel consiglio regionale di martedì, all’Aquila.

Il caso caldo è quello del presunto accordo con cui la maggioranza vorrebbe portare a casa la nomina dell’ex assessore e consigliere regionale di Fi Paolo Gatti a componente della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, incarico da un milione di euro lordi per cinque anni, e la surroga del sottosegretario alla presidenza, il forzista Umberto D’Annuntiis, con l’ex primo cittadino di Atri, Gabriele Astolfi.

Al Carroccio resterebbe questa quadratura: la nomina di Davide Calcedonio Di Giacinto a componente del Cda dell’Istituto zooprofilattico di Teramo.

Un po’ poco per il primo partito abruzzese: comunque, una cosa è certa, la tenaglia FdI-Forza Italia cerca di “stritolare” la Lega. E allora, potrebbe esserci un allargamento delle caselle e delle nomine. 

I salviniani, domani, dovranno arrivare ad una intesa tra gli eletti in Regione, in testa il capogruppo, Pietro Quaresimale, appena rientrato dopo essere uscito polemicamente per qualche giorno, e i vertici politici, in testa il coordinatore abruzzese, il deputato Luigi D’Eramo, nella seduta di martedì, in questo senso, sarà un banco di prova decisivo in una seduta comunque ad alta tensione. A quanto filtra, il Carroccio non ci sta e potrebbe far saltare questo presunto accordo di maggioranza. 

Il come sarà deciso nel vertice di partito di Pescara. Anche perché i nodi sono anche di natura tecnica. D’Annuntiis dovrebbe divenire, nella sostanza, il settimo assessore. Questo non è consentito dalle norme e, tra l’altro, comporterebbe un non indifferente aumento di spesa tra compensi e staff.

Ecco perché è difficile immaginare come possa andare a finire il voto sul provvedimento di legge specifico. Di sicuro la Lega non si schiererà accanto alle opposizioni, che già hanno annunciato battaglia con la presentazione, del Pd, di 700 emendamenti ostruzionistici. 

È possibile, tra le varie ipotesi, che si cerchi, allora, di alzare il tiro su altre caselle di peso.

L’operazione dovrà anche portare al voto su Gatti alla Corte dei Conti, dopo che la designazione del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, che ha firmato con l’intesa con pochi intimi su imput deciso del governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, è stata ritirata dallo stesso presidente. 

Ora la super designazione approda in aula. Il clima risente comunque anche dell’ultimatum di Marsilio che avrebbe anche minacciato una crisi politica se non si porterà a compimento il progetto principesco per l’ex “mister diecimila voti” che nei mesi scorsi ha lasciato la politica attiva. 

“L’amore” tra Marsilio e Gatti, secondo i bene informati, risalirebbe alle elezioni politiche del 2013 quando l’allora assessore regionale di centrodestra si è presentato alle politiche sfiorando la vittoria con Fratelli d’Italia, partito nel quale Marsilio era il tesoriere. Tra l’altro Gatti che dopo la mancata elezione era tornato a Fi, sarebbe in procinto di tornare dalla Meloni. 

Il caso ha tenuto banco negli ultimi mesi, fino a che il presidente dell’assise, Lorenzo Sospiri, ha assecondato le pressioni di Lega e opposizione, e anche mediatiche, revocando l’atto con cui Gatti era stato designato in attesa del via libera della presidenza della Repubblica.

E’ probabile un nuovo scontro. Non è remota, però, l’ipotesi di una intesa più amplia che coinvolgerebbe anche molte nomine, tra i dg Asl di Pescara e Teramo, i quadri di alcune Ater e i vertici politici dell’Arta.

Ma anche in questo nessuno sa, neppure i salviniani, se basterà.