L’AQUILA – Il giudice per le indagini preliminari dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella si è riservato la decisione sull’opposizione alla richiesta di archiviazione dalle accuse di omicidio nei confronti dell’ex capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, nell’ambito del procedimento parallelo al processo alla commissione Grandi rischi.
La procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello ha avocato a sé l’indagine su Bertolaso, dividendola in due tronconi: ne chiede l’archiviazione dall’accusa di aver contribuito a causare la morte di alcune vittime del sisma, da un lato, e il rinvio a giudizio, e quindi il processo, per aver determinato altri decessi, dall’altro.
In aula era presente anche il magistrato autore di questo sdoppiamento, l’avvocato generale Romolo Como, che ora sostiene la pubblica accusa.
Di qui i due appuntamenti in aula: oggi il giudice Gargarella ha discusso l’opposizione alla richiesta di archiviazione, presentata da alcuni avvocati di parte civile delle famiglie delle vittime: un rito che va in scena per la terza volta, visto che già altre due la procura aveva chiesto l’archiviazione e il gip l’ha rigettata.
Gargarella ora si prenderà un termine di una decina di giorni per decidere il da farsi.
Potrà archiviare definitivamente, rigettando le opposizioni; disporre nuove indagini, una via che pare improbabile vista la gran mole di accertamenti svolti; o infine disporre l’imputazione coatta, imponendo al pubblico ministero di chiedere il processo anche per il primo gruppo di vittime, riunificando i procedimenti.
Nell’uno e nell’altro caso, il 16 settembre, invece, Bertolaso comparirà in aula dove un giudice per l’udienza preliminare (gup), non Gargarella, valuterà se rinviarlo a giudizio oppure no.
Lo sdoppiamento è avvenuto dopo le prime due richieste di archiviazione, effettuate dal sostituto procuratore della Repubblica Fabio Picuti, entrambe non accolte dal gip Gargarella.
Dopo questo “tilt” tra chi sostiene l’accusa e chi è chiamato a giudicare, su istanza degli avvocati di parte civile Angelo Colagrande e Stefano Parretta, il fascicolo è stato avocato dalla procura generale della Repubblica, gli uffici del pubblico ministero presso la Corte d’Appello, e affidato all’avvocato generale Romolo Como.
Quest’ultimo ha svolto ulteriori indagini e alla fine ha appunto diviso la posizione di Bertolaso in due filoni, chiedendo il rinvio a giudizio, e quindi che venga processato, per una serie di posizioni, e invece l’archiviazione, e quindi che venga discolpato dalle accuse, per un’altra serie.
In particolare, allineandosi a quanto deciso dal collegio giudicante dell’Appello presieduto dal magistrato Fabrizia Francabandera, il processo è stato chiesto rispetto alle 13 parti civili, vittime del sisma di 6 anni fa, per la cui morte è stato condannato in secondo grado l’ex vice di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis, l’unico a non essere assolto.
L’archiviazione, invece, è stata richiesta per le altre vittime per la cui morte De Bernardinis è stato assolto, 16.
Ma il numero di entrambi i filoni è più alto perché la procura generale ha aggiunto, nel conto delle une e delle altre, anche parti che erano state già escluse dal totale di 29 nella sentenza di primo grado del giudice Marco Billi.
Con il primo deposito dell’avvocato teramano Wania Della Vigna, è cominciata la nuova sfilza di opposizioni, non moltissime, per la verità, perché non tutti i legali, secondo quanto si è appreso, hanno fatto richiesta scritta di essere informati sugli sviluppi della vicenda.





