L’AQUILA – L’avvocato generale della procura generale della Repubblica dell’Aquila Romolo Como ha firmato questa mattina e depositato presso la Corte d’Appello il ricorso in Corte di Cassazione contro la sentenza di assoluzione dei 7 esperti della commissione Grandi rischi, l’organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio dei ministri, nella composizione del marzo 2009, pochi giorni prima che il terremoto del 6 aprile 2009 distruggesse L’Aquila, condannati in primo grado e assolti (6 su 7) in Appello dalle imputazioni di omicidio colposo e lesioni colpose, con l’accusa di aver rassicurato gli aquilani e sottovalutato il rischio di gravi terremoti.

IL PG COMO: “UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO”

“Una questione di principio”, così l’avvocato generale Como motiva in premessa il ricorso.

“Sono due le contestazioni – spiega – il fatto che i giudici abbiano ritenuto che quella non fosse una riunione formalmente costituita della Grandi rischi e anche il fatto che avrebbero dovuto agire con un diverso ordine di prudenza anche se quella non fosse stata una commissione regolarmente formata”.

Como spiega anche che “abbiamo fatto il ricorso per quanto riguarda tutte le assoluzioni. Per quanto riguarda la condanna ridotta al solo De Bernardinis non è stato possibile, ci penseranno i ricorsi delle parti civili perché c’erano questioni in punto di fatto”.

CHIESTO IL PROCESSO PER BERTOLASO

Contestualmente, nell’ambito del fascicolo satellite avocato dalla procura generale, il pg Como ha depositato in ufficio la richiesta di rinvio a giudizio sempre per l’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, “relativamente alle posizioni in cui sono state confermate le responsabilità della protezione civile e di De Bernardinis”, che di Bertolaso era il numero 2.

Si tratta dell’inchiesta “satellite” nata dopo le pubblicazioni di intercettazioni telefoniche in cui Bertolaso dichiarava che la riunione Cgr sarebbe stata una “operazione mediatica” perché “vogliamo tranquillizzare la gente”.

Dopo due richieste di archiviazione da parte dello stesso pubblico ministero del processo principale, Fabio Picuti, respinte dal giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Romano Gargarella, l’inchiesta è finita in capo alla procura generale, e quindi a Como, su istanza delle parti civili.

E proprio a Gargarella tornerà ora il fascicolo per la decisione che potrebbe portare sotto processo il commissario per l’emergenza sisma abruzzese ed ex sottosegretario nonché capo del dipartimento. Alberto Orsini