L’AQUILA – Slitta a maggio per un difetto di notifica l’udienza preliminare relativa all’inchiesta giudiziaria in corso contro il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, che è anche dirigente della Provincia dell’Aquila, e altri 5 indagati per l’uso improprio delle “auto blu” dell’ente.
Oltre a Di Pangrazio gli indagati sono gli autisti Mario Scimia, Ercole Bianchini e Maria Pia Zazzara, la dirigente provinciale Paola Contestabile e una donna avezzanese, Anna Maceroni.
I reati contestati a vario titolo sono l’illecito utilizzo delle autovetture di servizio (peculato aggravato), truffa aggravata ai danni dello Stato, falso e favoreggiamento.
Il sindaco, in particolare, è accusato di aver attestato la regolarità tecnica di una delibera provinciale e per aver avallato l’utilizzato per sé di auto di servizio e autista.
Secondo i pm le auto, due Alfa Romeo e una Fiat Panda, venivano utilizzate per fini personali, viaggi o semplicemente per andare a fare la spesa, il tutto ovviamente pagato dalla collettività.
La contestazione nei confronti di Di Pangrazio riguarda in particolare un viaggio di andata a Napoli avvenuto il 10 agosto scorso e il ritorno tre giorni dopo, il 13, per una spesa di 150-200 euro.
Accuse respinte dal primo cittadino, che si è detto sicuro di aver agito sempre nel rispetto delle regole.
In un filone secondario di questa inchiesta sono state indagate altre 3 persone tra cui il dirigente provinciale Tiziano Amorosi, accusato di aver creato un falso registro di uscita automezzi da esibire agli investigatori e sospeso per 1 mese dalla sua attività dal giudice. (alb.or.)






