L’AQUILA – “È facile tentare di lucrare consensi su qualche dichiarazione che inneggia all’odio contro gli immigrati – anzi, di persone a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiati, e che quindi sono stati letteralmente costretti a fuggire dal loro Paese da tragedie umanitarie: un po’ meno superficialità non guasterebbe – meno facile confrontarsi con equilibrio e sensibilità su questi problemi. È esattamente la differenza che passa tra sproloquiare e governare”.
Interviene così Stefano Albano, segretario del Partito democratico dell’Aquila, sulle polemiche di questi giorni che si sono scatenate sull’assistenza che lo Stato italiano sta garantendo all’Aquila a 72 immigrati provenienti dal centro di accoglienza di Lampedusa.
Albano in particolare attacca Luigi D’eramo, consigliere comunale all’Aquila di Prospettiva 2022, il quale aveva criticato aspramente il costo di 35 euro complessivi per i 72 immigrati (tutti uomini).
“Non posso che sottoscrivere, a nome del Partito democratico dell’Aquila, i chiarimenti dell’assessore comunale alle Politiche sociali Emanuela Di Giovambattista e del consigliere straniero aggiunto Gamalm Bouchaib. Il programma è gestito dal Ministero dell’Interno e attraverso i fondi europei. L’Aquila ha dato una risposta di sensibilità e di responsabilità. Quando dico L’Aquila intendo la comunità e la rete delle associazioni che hanno messo in campo il loro sforzo. È forse a loro che si rivolge D’Eramo? Io sì, mi vorrei rivolgere a loro, per ringraziarli”, si chiede Albano.
“Il loro lavoro è d’esempio perché L’Aquila è città aperta e plurale, rispettosa delle differenze e consapevole del loro valore. Una città che non alza muri e che lavora per l’integrazione, come le grandi capitali europee, e che si è candidata a essere la città della pace. L’Aquila, soprattutto, non è una città disumana, e rifiuta la paura e la frammentazione, a maggior ragione quando sono maneggiate per un pugno di voti in più”, conclude.






