L’AQUILA – Le Iene sono tornate all’Aquila.
Ieri Filippo Roma insieme alla sua troupe è arrivato nel capoluogo abruzzese per un servizio sul balcone crollato al progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo.
A confermarlo ad Abruzzoweb è la stessa “iena”, che però non aggiunge molto di più in attesa della messa in onda del servizio.
Non è la prima volta che il programma di Mediaset arriva nel capoluogo per documentare le problematiche del post terremoto.
L’anno scorso Giulio Golia si era interessato dei moduli abitativi provvisori (map) realizzati con materiali scadenti e poi sequestrati.
Lo stesso Roma aveva incalzato l’ex coordinatore del Popolo della libertà Filippo Piccone per il mancato pagamento di debiti contratti con varie società per lavori mai saldati durante la campagna elettorale.
Adesso è il balcone crollato lo scorso 2 settembre al centro dell’interesse del programma. Per chiarire le cause del crollo, causato da infiltrazioni d’acqua che hanno deteriorato il legname, è in corso un’inchiesta della magistratura. La struttura è stata sequestrata.
Tante, davvero tante infiltrazioni d’acqua al Progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo, frazione dell’Aquila.
E c’è chi ancora è costretto a cambiare alloggio.
Qualcuno lo trova in una palazzina messa meglio nei paraggi, qualcun altro si allontana e anche parecchio, addirittura Paganica, dall’altra parte della città, seguendo in parte le orme di chi è già stato sfollato qualche giorno fa proprio a causa del balcone crollato e su cui c’è un’inchiesta della magistratura.
Insomma, mentre il Comune dell’Aquila sfolla, puntella e vieta di uscire sui balconi cercando di capire, a tappeto, lo stato di salute delle altre palazzine, le infiltrazioni d’acqua sui muri, sui solai, sui pavimenti, continuano a destare forti preoccupazioni in questa porzione di insediamenti costruiti per far fronte all’emergenza sisma del 2009 e che avrebbero dovuto garantire una tenuta anti-sismica di altissimo livello.
“Ormai viviamo in una situazione grottesca – dicono gli inquilini – ed è un peccato, perché queste case all’interno sono belle e confortevoli”.
“Questo per noi è il terzo trasloco – dicono due signore – siamo stanche, ma non vogliamo vivere in un luogo poco sicuro. Il crollo del balcone di via Volonté ha spaventato tutti, è normale andare a vivere altrove”.
“Al di là della manutenzione straordinaria, per cui c’è sempre da baccagliare col Comune – spiega un signore di mezza età – qui il guaio lo ha combinato chi ha costruito queste case con materiali scadenti. Ho una figlia piccola, dopo il terremoto e una casa inagibile che chissà quando rivedrò, bisogna cambiare appartamento. Non si può scherzare con la sicurezza”. Roberto Santilli




