L’AQUILA – “Una piccola fuoriuscita, al di sotto del litro/secondo, impossibile da rilevare con il cercaperdite”.
Il presidente della Gran Sasso Acqua, Americo Di Benedetto, spiega ad AbruzzoWeb il motivo per il quale mesi fa, nonostante i sopralluoghi, l’azienda non sia riuscita ad arrivare alla causa della voragine che si è aperta lo scorso 20 aprile, sull’asfalto di piazzale Battaglione alpini, all’Aquila, risucchiando la ruota di un’auto parcheggiata.
I rilievi effettuati ieri dal Comune, tuttavia, secondo il responsabile del servizio tecnico manutentivo, Carlo Bolino, avrebbero evidenziato “una perdita importante al collettore idrico”, con la conseguente responsabilità della Gsa che, ha precisato a questo giornale, “pagherà il costo dei lavori”.
“I nostri tecnici hanno lavorato tre ore insieme a quelli del Comune ieri mattina – ribatte Di Bendetto – Il danno rilevato era minimo: la piccola perdita si trovava nella sfilatura dei tubi, tant’è vero che è stato possibile ripararlo semplicemente ribattendo il piombo”.
Di Benedetto ci tiene a sottolineare, “lo spirito collaborativo che ha sempre contraddistinto il lavoro della Gsa e dell’amministrazione comunale”.
“Quando abbiamo effettuato i rilievi con il cercaperdite non abbiamo trovato nulla – spiega – Per verificare con gli scavi, avremmo dovuto sezionare anche i tubi. Per fare queste prove avremmo dovuto, inoltre, chiudere l’acqua in tutto il centro storico e questo avrebbe causato un grave disagio ai cantieri, ai residenti e alle attività presenti”.
Di Benedetto sottolinea, infine, che “sarà la Gsa a pagare l’intervento perché è di competenza della società, in questo caso, visto che il problema è legato a una perdita di acqua”.
Nessun pericolo per i cittadini, quindi, secondo il presidente che conclude: “Non ci sono grotte. Quello dell’asfalto è stato solo un semplice avvallamento”.






