L’AQUILA – Un progetto da 8 milioni di euro di fondi privati per il recupero del borgo aquilano di Aragno ai piedi di campo Imperatore, la creazione di mini villette a schiera, parcheggi sotterranei e negozi oltre a una ‘mini’ centrale a biomasse di potenza 0.5 megawatt per l’alimentazione delle utenze locali.

Sarebbe la seconda in progettazione sul territorio dopo quella ben più grande da 4.99 MW sulla quale pende un ricorso al Tar e scontri tra cittadini, politica locale e l’azienda che dovrebbe realizzarla.

È ancora in attesa di arrivare in Consiglio comunale dell’Aquila dopo 5 anni dalla sua presentazione, l’annunciato progetto di riqualificazione e ampliamento del borgo quattrocentesco stilato dall’agenzia immobiliare Holyday di Giulianova, sostenuto negli scorsi anni dal sindaco, Massimo Cialente, e dall’amministrazione, e arenatosi poi tra i banchi di Villa Gioia.

Dopo gli annunci datati 2008 del primo cittadino e dell’ex vice sindaco e assessore all’Urbanistica Roberto Riga, il progetto ha avuto l’approvazione da parte della Giunta e della conferenza dei servizi regionale nel 2011, fermandosi però nelle commissioni prima di arrivare in Consiglio, a causa del niet a una variante al piano regolatore generale proprio per la costruzione dei villini.

“L’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano è stato categorico sulla variante al Prg – afferma ad AbruzzoWeb Lucio Giardini, proprietario dell’agenzia Holiday e ideatore del progetto – Abbiamo lavorato per molti anni e abbiamo dovuto presentare il piano nel 2012, dopo il sisma. Il Prg prevede un premio di cubature per la ristrutturazione degli immobili pari al 33% del volume. Questo 33% non si poteva attuare sulle vecchie casette in pietra e allora abbiamo chiesto di spostare le cubature su una zona pianeggiante adiacente al borgo, di proprietà degli usi civici, per poter realizzare le villette. Ma non è stato possibile”.

Tante le proposte nel corso di questi anni provenienti da imprenditori di ogni parte d’Italia e del mondo interessati al recupero del borgo, impantanato tra le commissioni.

“Ho avuto molte proposte provenienti da Canada, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, ma ho dovuto dire no e così il borgo continua a morire ogni giorno un po’ di più, in attesa di uno sviluppo turistico che potrebbe non arrivare mai”, prosegue Giardini.

“Solo belle parole, quelle del sindaco, sulla scia del recupero dei borghi aquilani, dopo quello di Santo Stefano, che non si sono mai tradotte in fatti – commenta amareggiato Paolo Barone, presidente dell’amministrazione dei beni separati di Aragno – Credevamo che, con la ricostruzione della città, potesse finalmente partire anche il progetto di recupero del borgo, ma ci sbagliavamo, e infatti siamo ancora in attesa che la situazione si sblocchi”.